Pizzarotti da Bonaccini, il caso
Il sindaco M5S di Parma alla corte del governatore. Il Pd minimizza
La partecipazione di Federico Pizzarotti alla festa per il primo anno di Stefano Bonaccini in Regione, tenuta martedì sera a Modena, torna a fare agitare le acque attorno al sindaco dei 5 stelle. Soprattutto all'indomani dell'intervista, concessa a «Repubblica», nella quale il primo cittadino di Parma ha messo in dubbio una sua ricandidatura nelle fila dei 5 stelle. L’ipotesi di un clamoroso appoggio Pd a Pizzarotti è già circolata nei mesi scorsi, anche se pare accarezzarla soprattutto il livello regionale del partito. A Parma, dopo un mandato all’opposizione, l’intenzione sembra essere più quella di trovare un’alternativa a Pizzarotti (si fa soprattutto il nome del senatore dem Giorgio Pagliari). Resta il fatto che l'apparizione di Pizzarotti alla festa di Bonaccini sta facendo parecchio discutere. «Io lo avevo detto in tempi non sospetti», chiosa via Facebook il numero uno del Carroccio in Emilia, Fabio Rainieri, vicepresidente dell'assemblea legislativa regionale.
Quella di Modena «non era un’iniziativa di partito, ma istituzionale. L’invito era aperto a tutti quindi la presenza di Pizzarotti ci sta, come quella degli altri amministratori. Non credo sia da inserire in un contesto politico». Così il segretario regionale del Pd, Paolo Calvano, stempera i toni: «Vedo che i problemi dell'M5s proseguono - si limita a commentare calvano, parlando alla Dire - e anche le ultime dichiarazioni di Pizzarotti sono l'espressione di un movimento che elegge amministratori che poi vanno in autonomia».
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