Gazzetta di Modena

Modena

Servizi sociali di Modena, raid con urla di alcuni nomadi in ufficio

Servizi sociali di Modena, raid con urla di alcuni nomadi in ufficio

Una baruffa con grida, liti e minacce al quarto piano degli uffici comunali di via Galaverna ha sconvolto ieri mattina il lavoro di funzionari e impiegati dei Servizi Sociali. A innescare lo scontro...

2 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Una baruffa con grida, liti e minacce al quarto piano degli uffici comunali di via Galaverna ha sconvolto ieri mattina il lavoro di funzionari e impiegati dei Servizi Sociali.

A innescare lo scontro l’incursione di una parte dei membri della famiglia Ahmetovic, nomadi a cui il Comune aveva trovato una sistemazione in via Nonantolana e che da alcuni giorni vivono all’adiaccio, accampati nel parcheggio sottostante al palazzo che ospita gli uffici comunali.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.12855286:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/modena-sgomberati-dalla-casa-bruciata/53105/53370]]

In quattro si sono infilati sulle scale e una volta arrivati a destinazione hanno cominciato a dare in escandescenze, usando insulti anche pesanti perchè a loro dire si sentono abbandonati e quindi discriminati.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.12852470:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2016/01/27/news/sono-sgomberati-dalla-casa-bruciata-1.12852470]]

Il fatto è che lo stabile di via Nonantolana dove hanno abitato sino a poche settimane fa ha preso fuoco e non è più agibile. Di qui la richiesta immediata di un’altra sistemazione anche in presenza di bimbi piccoli. Ma qui si è innestato il braccio di ferro con i Servizi perchè degli impegni presi dalla famiglia bosniaca con l’ente pubblico pare che non ne sia stato mantenuto neanche uno.

Tra gli Ahmetovic e il Comune è partito un conflitto che al momento pare bloccato. I primi chiedono garanzie alle loro condizioni, da piazza Grande si replica che anche loro devono fare la loro parte: cosa finora non accaduta, evidentemente. Ieri mattina comunque si è toccato uno dei punti più bassi nei difficili rapporti tra i Servizi Sociali e l’umanità dolente degli assistiti che bussano alla porta del Comune.

A dispetto delle pareti verniciate di rosa, dei pupazzi e dei giocattoli raccolti in fondo al corridoio assieme agli album di figure per intrattenere i bimbi più piccoli, la sede dei Servizi Sociali continua a essere un porto di mare. Senza lavoro o senza casa, spesso senza nessuno di questi due requisiti minimi per la sopravvivenza, modenesi e immigrati si affollano davanti alle porte degli uffici, chiedendo un sussidio o un tetto. L’unica cosa di cui sono ricchi è il tempo e con l’insistenza continua sperano di impietosire, esasperare o commuovere chi deve erogare gli aiuti.

Urla e pianti non sono rari, sino alle estreme conseguenze come è accaduto ieri. Ma se il raid con urla, proteste e frasi minacciose si è concluso con un nulla di fatto, la situazione non si è risolta. (s.c.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google