Soccorso subito da un maestro «Scena atroce»
FANANO. Sono stati due maestri i primi ad accorrere in soccorso di Emanuele, Luigi Foli e Loris Cavina, che in mattinata lo aveva anche seguito a lezione e ieri era ancora visibilmente scosso: «Non...
FANANO. Sono stati due maestri i primi ad accorrere in soccorso di Emanuele, Luigi Foli e Loris Cavina, che in mattinata lo aveva anche seguito a lezione e ieri era ancora visibilmente scosso: «Non doveva andare là – ha sottolineato – lo avevamo detto più volte a tutti di non salire sulla seggiovia. Aveva fatto quattro ore di lezione in tutto nell’arco dei due giorni, non poteva essere in grado di affrontare una pista del genere. Doveva rimanere lì in fondo nel campo scuola. Era un ragazzino che imparava bene e si notava subito nel gruppetto di dieci che seguivo, anche perché era l’unico maschio e come tale un po’ più vivace. Rivederlo lì a terra mentre i suoi amici gridavano è stato terribile, impossibile da dimenticare».
«Io sono arrivato da Passo del Lupo – ha spiegato Foli – è stata una scena tremenda. I soccorritori hanno fatto davvero l’impossibile, c’erano due dottori e hanno tentato per un’ora di rianimarlo in ogni modo: se ci fosse stata una sola possibilità di salvarlo, ce l’avrebbero fatta. Saranno gli esami ad accertare tutto, ma secondo me si è rotto l’osso del collo ed è morto all’istante, probabilmente senza rendersi conto di niente. Gli ho sentito il polso e la giugulare subito, ma non batteva. E anche alla prova degli occhiali non c’era alcun alito di vita». E c’è ancora incredulità per la dinamica che ha portato a questo: «Non c’era ghiaccio – ha rimarcato – bastava che si fosse buttato da una parte o dall’altra per salvarsi. Invece è rimasto fermo sugli sci, forse impaurito. Non poteva andare lì dopo due sole mattine sugli sci, credo che sia stato trascinato da alcuni ragazzi del gruppo che erano più esperti. Penso ai suoi genitori, che magari avevano fatto dei sacrifici per mandarlo in vacanza a divertirsi un po’ e poi si sono visti arrivare una telefonata che diceva che era morto. Non ho mangiato la sera e sono stato male tutta la notte a pensarci: è una ferita che resterà dentro a tutti qui». (d.m.)
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