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Dopo le botte stadi chiusi due giornate

di Francesco Dondi
Dopo le botte stadi chiusi due giornate

Il giudice stanga Fiorano e Solierese: gara persa e mille euro di multa. Daspo in vista per i genitori

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FIORANO. Stangata dove essere “per dare un segnale forte” e stangata è state. Il giudice sportivo Nicola Baisi ha applicato alla lettera il regolamento e ha decretato una punizione che farà giurisprudenza nel calcio giovanile. La partita sotto analisi era Fiorano-Solierese, categoria Allievi Interregionali, gara interrotta a pochi minuti dal termine per alcune scaramucce in tribuna tra genitori. E l’avvocato Baisi ha disposto due match a porte chiuse per entrambe le squadre (gli spettatori non potranno quindi accedere allo stadio Ferrari di Firano e allo Stefanini di Soliera), la sconfitta a tavolino per le due formazioni (il risultato era fermo sul 2-2) e mille euro di multa ai club per responsabilità oggettiva, pena alleviata grazie al corretto comportamento tenuto dai giovani tesserati, dagli allenatori e dai dirigenti accompagnatori, che si erano ritirati negli spogliatoi dopo la gazzarra.

Ma oltre all’inchiesta sportiva, contro cui Fiorano e Solierese hanno già annunciato di non volere fare ricorso, c’è quella della Digos di Modena e dei carabinieri di Fiorano. I contendenti sugli spalti sono stati identificati e non è escluso che venga loro recapitato un provvedimento di Daspo, ossia il divieto di accesso alle manifestazioni sportive.

Ecco il referto del giudice, letto il rapporto di gara dell’arbitro. «Al minuto 42 del secondo tempo l’arbitro era costretto a sospendere la gara in quanto si avvedeva che sulla tribuna due gruppi antagonisti di una quindicina di persone, formati per lo più da genitori dei ragazzi partecipanti alla gara, intentavano una accesa e aspra discussione verbale che sfociava, in pochi istanti, in un vero e proprio scontro fisico. Lo scenario che il direttore di gara descrive nel proprio rapporto, è quello di un combattimento “pugilistico” compiuto da entrambi i gruppi sostenitori i quali trasformavano gli spalti della tribuna in un vero e proprio “ring”. I ragazzi di entrambe le squadre, rimasti sconcertati da quanto stava accadendo, si avvicinavano alla recinzione che divide la tribuna del campo, tentando con grida di calmare i propri genitori intenti a seguitare nella rissa cominciata poco prima. Alcuni di questi ragazzi, visibilmente atterriti per la scena che si stava consumando sotto i loro occhi, non riuscivano a trattenere le lacrime. Trascorsi dieci minuti circa, giudiziosamente l’arbitro invitava entrambe le squadre a rientrare negli spogliatoi, decidendo per la sospensione definitiva della gara, in quanto le condizioni non permettevano il sereno proseguimento della partita, anche in considerazione della sussistenza di un reale pericolo per l’incolumità di ciascun partecipante».

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