Pavullo s’illumina di candele per Giorgia
Fiaccolata in memoria della 13enne morta all'ospedale di Bologna a causa di un malore avuto a scuola. Indetto il lutto cittadino nel giorno dei funerali
PAVULLO. È con l’abbraccio di una folla enorme che Pavullo ha voluto ricordare ieri sera Giorgia Badiali, la 13enne colpita da arresto cardiaco martedì mentre era in classe alle scuole medie Montecuccoli, dove all’improvviso si è accasciata, subito sorretta dai compagni. Alle 19.30 di ieri dall’istituto ha preso vita una fiaccolata e un fiume di persone si è riversato su viale Marconi, piazza Battisti attraversando poi sulla via Giardini il centro storico fino ad arrivare alla chiesa di San Bartolomeo, dove si è tenuta una veglia di preghiera guidata dal parroco don Roberto Montecchi.
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Un momento di raccoglimento ed emozione profondissima, tra visi tirati e occhi lucidi, perché se la morte di un giovane è sempre tremenda, a soli 13 anni è una fitta al cuore a cui nessuno può sottrarsi. A salutare il corteo, le candele accese su balconi e davanzali raccogliendo l’invito lanciato su Facebook da Maribel Rubbiani (quella della Casa di Babbo Natale) per ricordare «un piccolo angelo volato in Paradiso» e fatto proprio dal gruppo “Sei di Pavullo se” esortando a condividere il momento sulle bacheche virtuali.
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Gli amministratori hanno chiesto anche la proclamazione di una giornata di lutto cittadino e il sindaco ha acconsentito, anche se con modalità sobrie. Il precedente riguarda la morte nel maggio del 2004 di Sara Ruggeri, la bimba di 20 mesi schiacciata da un armadietto mentre era all’asilo. Un incidente in quel caso, qui invece si è trattato di un malore. La salma di Giorgia intanto per tutta la giornata di ieri è rimasta a disposizione della Medicina legale di Bologna per gli accertamenti disposti dopo che il suo cuore mercoledì ha smesso di battere al Maggiore di Bologna, dove era stata trasportata in elicottero dopo le drammatiche fasi dei soccorsi a scuola. In merito a queste, il presidente dell’Avap Andrea Iori ci tiene a precisare che nel suo intervento «non c’era alcuna critica ai soccorritori, anzi. Per fare chiarezza preciso che l’equipaggio ha agito con professionalità e tempestività, in una situazione drammatica. Io mi interrogavo, e mi interrogo tuttora, sulla gestione dei protocolli operativi della Centrale 118 di Bologna auspicando che tramite il nostro coordinamento provinciale Anpas possano essere analizzate le problematiche dei territori». Ieri quel banco vuoto della terza F si è riempito di fiori portati da insegnanti e compagni segnati dal dolore: «Abbiamo dovuto dire loro che Giorgia non tornerà più – ha spiegato la preside Rossana Poggioli – ed è stato uno strazio per tutti. È venuta la mamma, senza il fratellino che fa la prima perché non se la sentiva, ed è stata subito abbracciata dagli amici. Non ci sono parole da aggiungere».
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