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Sassuolo, lavoratori irregolari e filmati nei bagni del bar

Sassuolo, lavoratori irregolari e filmati nei bagni del bar

Multato un noto locale cittadino che impiegava dipendenti senza contratto Dai controlli dei carabinieri spuntano pure le telecamere in zone non autorizzate

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SASSUOLO. L’attività dei carabinieri prosegue da tempo: con puntualità i militari della Compagnia di Sassuolo, questa volta in collaborazione con i colleghi di Formigine ed il nucleo Ispettorato del lavoro, effettuano servizi di controllo all’interno dei locali notturni cittadini. Bar e luoghi di ritrovo autorizzati a restare aperti fino a tardi e che talvolta diventano luogo di ritrovo per gli sbandati del territorio. E così si cerca di monitorare la situazione, identificando decine di avventori, cercando eventuali spacciatori o possessori di sostanze stupefacenti o balordi armati, magari anche soltanto di un coltello.

Mercoledì l’operazione ha seguito il solito canovaccio. I carabinieri si presentano nei locali, chiedono documenti e verificano il regolare svolgimento della serata. Il tutto mentre gli ispettori del lavoro domandano ai titolari di mostrare licenze e incartamenti burocratici riguardanti gli addetti occupati. E in un noto locale a ridosso del centro storico, in cui è presente anche un’ampia sala slot, i professionisti dell’Arma hanno scoperto due lavoratori in nero sui tre in quel momento trovati in servizio. La normativa prevede che con una percentuale così alte venga disposta la chiusura dell’attività nel caso in cui la posizione contributiva dei dipendenti non venga regolarizzata nei tempi previsti: per evitare i sigilli bisognerà pagare 8mila euro.

Ma nella meticolosa ispezione realizzata dai carabinieri è stata scoperta un’altra irregolarità. In alcune aree del bar erano installate telecamere di videosorveglianza che non rispettano la normativa. Esiste infatti un regolamento ben preciso, che limita l’uso delle riprese video in alcuni ambienti proprio per tutelare la privacy di clienti e dipendenti. Nel bar, però, gli apparecchi per le riprese erano stati installati anche in bagno e nelle aree riservate ai lavoratori a cui è vietato l’accesso al pubblico. Dai primi accertamenti effettuati dai militari non sembra esserci la chiara volontà dei titolari di spiare i dipendenti, soprattutto nei momenti più intimi e privati, ma appare più plausibile il tentativo di monitorare la situazione del locale a 360 gradi. Non è comunque possibile e pur non riscontrando un dolo volontario teso a ledere i principi della privacy, i carabinieri hanno denunciato i proprietari per riprese abusive.

La legge, infatti, prevede che l’installazione di telecamere in luoghi quali bagni, spogliatoi, docce e aree ricreative posso avvenire soltanto con il consenso dei dipendenti. Un’eccezione è prevista soltanto nel caso in cui si voglia accertare una condotta illecita di un dipendente come avviene, ad esempio, alle spalle della cassa quando vengono riscontrati continui ammanchi. (fd)

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