Caso Unipeg, timori a Castelnuovo
Il Gruppo reggiano, che soffre per carenza di liquidità e cerca una capitalizzazione, comprende la ex Castelcarni
Le difficoltà che da qualche tempo stanno attanagliando una grande cooperativa del settore carni come la reggiana Unipeg coinvolgono inevitabilmente anche parecchi lavoratori modenesi, i quasi 200 addetti dello stabilimento di Castelnuovo, la ex Castelcarni passata pochi anni fa al Gruppo Unipeg-Assofood.
I problemi di Unipeg derivano da una mancanza di liquidità, basilare per operare sul mercato, che nasce da tre anni consecutivi di bilanci in rosso, con perdite di 3 milioni nel 2012, di 10 milioni nel 2013 e di 3,5 milioni nel 2014.
La soluzione individuata dal presidente Fabrizio Guidetti consiste in una capitalizzazione proposta ai soci della cooperativa, anche se è improbabile che tutti i circa 700 soci conferitori decidano di aderire alla richiesta. Va anche sottolineato che in Unipeg l'80% dei capi conferiti proviene da una cinquantina di soci, mentre gli altri conferiscono in media una decina di bovini l'anno, e diventa così fondamentale che ad aderire al progetto siano i soci di maggiore peso. Oltre alla sede Ex Castelcarni di Castelnuovo, i siti produttivi del Gruppo Unipeg-Assofood si trovano a Reggio Emilia e Pegognaga (Mantova). Il presidente Guidetti punta tutto sulla capitalizzazione ma ciò non toglie che si siano diffuse voci su un interessamento del Gruppo Cremonini per la realtà Unipeg, che finirebbe per rientrare nell’ambito di Inalca.
Il Gruppo Cremonini avrebbe proposto il proprio intervento per risolvere i problemi di liquidità e per inglobare gli stabilimenti della cooperativa reggiana. Per ora restano soltanto voci perché il presidente Fabrizio Guidetti si è subito affrettato a smentire, circostanza scontata sia nel caso in cui sia in atto una complessa trattativa sia se l’ipotesi non avesse grande fondamento.
«Queste notizie mi stupiscono e mi colpiscono - ha detto Guidetti - soprattutto in un momento in cui stiamo portando avanti un progetto di capitalizzazione che prevede la partecipazione dei nostri soci. Si tratta di un progetto iniziato durante il 2015 e che finirà nel 2016. Questo è un lavoro di consolidamento delle nostre attività. Abbiamo inoltre un Piano industriale con strategie precise. Altre valutazioni non ce ne sono e sono fuori luogo. Per quanto riguarda volumi, attività e fatturato stiamo centrando gli obiettivi che ci siamo prefissati, tramite un riassetto societario di medio termine che prevede il consolidamento dell'attività su Pegognaga, Castelnuovo Rangone e Reggio Emilia. Ribadisco, non c'è alcuna trattativa in corso».
Anche per i lavoratori di Castelnuovo non resta che attendere l’esito della capitalizzazione, la cui conclusione è prevista per la fine di febbraio.
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