«Il Jobs Act ai lavoratori Ferrari non piace»
Il segretario nazionale della Uil ieri in visita all’azienda di Maranello: «Qui il bonus è stato dimezzato»
«La Ferrari? Bella realtà, ma c’è il problema dei giovani ancora precari». Così Carmelo Barbagallo, segretario nazionale Uil, intervenuto ieri in un’assemblea nell’azienda di Maranello.Tanti i temi sul tavolo, secondo quanto riportato dal segretario. Tra questi il bonus di cinquemila euro di Marchionne.
«I lavoratori ne hanno ricevuto la metà - ha spiegato Barbagallo - ma non è colpa dell’azienda, che li ha pagati tutti. Anzi, è del governo che non riduce le tasse sul lavoro, dando bonus di 80 euro di volta in volta». Due volte è stato domandato al segretario se l’ingresso del Cavallino Rampante in Borsa potesse avere ripercussioni sui lavoratori. «Renzi è andato all’assemblea degli azionisti - ha replicato l’ospite nella prima circostanza - io a quella dei lavoratori». Nella seconda occasione ha ricordato che a lui interessa «la borsa dei lavoratori».
Barbagallo ha assicurato di avere introdotto alcuni temi alla dirigenza. «Per ora ci sono modelli vecchiotti - ha detto sui cassintegrati - serve rinnovare il parco auto e rifare una produzione di punta per superare la crisi». Non è una risposta alla crisi il Jobs Act del governo Renzi. «L’apprezzamento del cancelliere tedesco Merkel - ha detto Barbagallo - per me è una minaccia. Al prezzo di ottomila euro di decontribuzione è stato trasformato il lavoro determinato in indeterminato a tutele crescenti, che non si capisce quali siano. Ai lavoratori il Jobs Act non piace, me lo hanno confermato qui alla Ferrari. Non ci sono i giovani: per esempio, i giovani precari della scuola lo erano 30 anni fa. I nuovi assunti sono tutti cinquantenni. Un ricercatore costa 800mila euro alla collettività e alle famiglie».
La riforma Fornero? «È stata fatta per fare cassa, cioè 80 miliardi di euro fino al 2020. Nonostante i numeri sui giovani che danno, non ci sono occupati. Non c’è turnover, non c’è potere d’acquisto; nonostante tutto, aziende d’eccellenza come la Ferrari esportano e l’Italia è ancora il secondo Paese manifatturiero».
I voucher? «Un modo per giustificare le morti bianche per i furbetti dell’imprenditoria». Barbagallo ha lamentato una mancanza di considerazione per i sindacati. «Ho proposto all’assemblea e alle consorelle Cgil e Cisl di rivedere in chiave moderna la vecchia Federazione unitaria del 1972».
Gabriele Farina
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