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Il Pd esulta: «Basta accostarci alla mafia»

Il Pd esulta: «Basta accostarci alla mafia»

Finale. La gioia del partito dopo quella del sindaco sul mancato commissariamento. La Lega attacca

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FINALE. Due mondi inconciliabili. Quello del Pd che sostiene il sindaco ed esulta della decisione assunta dal Ministro Alfano sul mancato commissariamento, ricavandone una rinnovata patente di trasparenza e legalità in capo a Nando Ferioli e collaboratori. E quella delle minoranze, che continuano a ricordare le note vicende (a cominciare da quelle che tengono tuttora sul banco degli imputati il responsabile dei lavori pubblici di Finale), ricavandone una rinnovata patente di permeabilità agli “amici degli amici” ed inadeguatezza della giunta di Ferioli. Il sindaco ieri ha pubblicato il suo appassionato intervento, ribadendo quanto aveva già detto all’uscita dalla prefettura giovedì, ovvero di sentirsi felice e uomo di Stato, antimafia. E di volersi ricandidarsi. In note distinte e congiunte, i circoli Pd di Finale e Massa esprimono gioia. Parole di giubilo, che rendono l’idea di quanto timore ci fosse: «Grazie, è questa l’unica parola che ci sentiamo di dire dopo aver appreso la notizia che il Ministero ha deciso che a Finale la mafia non si è infiltrata e non ha condizionato l’operato dei nostri amministratori. Vogliamo ringraziare il sindaco Ferioli. I in questi mesi di travaglio abbiamo visto un uomo che ha a cuore il suo paese e che non ha ceduto a nessuna forma di provocazione». Poi la controffensiva contro «le continue accuse dei politici dell’opposizione che tutto hanno detto pur di accostare il nome del nostro paese a quello della mafia. Non vi permetteremo più di speculare sulla dignità delle persone». Ringraziamento anche alla Prefettura e ai commissari «che con il loro lavoro ci hanno evidenziato le difficoltà della macchina amministrativa e hanno indicato la via da perseguire per migliorare l'efficienza della burocrazia: è un percorso che abbiamo intrapreso». Grazie anche « ai dipendenti del Comune, che hanno saputo tenere duro e ai cittadini di Finale».

Sul fronte opposto, il gruppo Lega Nord ricorda la mole di elementi emersi nel corso delle indagini e in replica al senatore Vaccari (Pd) che ha parlato di macchina del fango, afferma: «A chi dovremmo chiedere scusa? La responsabilità è infatti della “commissione antimafia”, di cui Lei è componente effettivo e dove la Senatrice Bindi, tesserata Pd, figura quale presidente». Così Maurizio Boetti e Lorenzo Biagi, nel ricordare che le indagini sono partite proprio su impulso della commissione, anche se alcuni suoi componenti non sono «stati in grado di capire la gravità della situazione. Basti a mo’ di esempio la mancata costituzione parte civile dei Comuni che fanno capo alla sua parte politica». Al Ministro degli Interni Alfano, Boetti chiede controscuse, «per aver avallato una decisione che prende in giro i cittadini di Finale».

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