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In un anno donate 560 tonnellate di cibo

In un anno donate 560 tonnellate di cibo

“Brutti ma buoni” di Coop continua ad essere un’iniziativa fortunata: 3,6 milioni di euro in alimenti

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Solo nel 2015 sono state raccolte 560 tonnellate di alimenti per una cifra che si aggira attorno ai 3,6 milioni di euro.

Sono i numeri di “Brutti ma buoni”, iniziativa di Coop Estense, oggi Coop Alleanza 3.0, che ha fatto scuola e in provincia di Modena tocca 28 punti vendita e coinvolge 134 associazioni Onlus.

Si può dire che questa sia stata una delle prime esperienze strutturate che hanno coinvolto in termini di solidarietà alimentare la grande distribuzione.

Buon Fine o Brutti ma Buoni o ancora Spreco Utile è il progetto per il recupero e l'utilizzo, ai fini di solidarietà, della merce che per motivi vari (confezioni danneggiate, etichette deteriorate, ecc.) non può più essere posta in vendita, pur mantenendo inalterate le proprie caratteristiche d'uso, nutrizionali e igieniche, assegnandola a titolo gratuito ad associazioni di volontariato che operano sul fronte della povertà e del bisogno.

Il progetto di portata nazionale ma con valenza locale, nasce nel 2003 dalla consapevolezza che, per quanto le Cooperative operino secondo criteri che mirano a ottimizzare la gestione, migliorando l'efficienza dei processi e riducendo i costi, si generano volumi importanti di merce invendibile.

Il progetto consente di valorizzare le eccedenze trasformando i prodotti invendibili o invenduti in atti concreti di solidarietà; generare un'azione di sviluppo locale autosostenibile dal punto di vista ambientale (contenimento dei rifiuti), economico (costi di smaltimento) e sociale (risparmio per gli enti assistenziali con conseguente attenzione su altre necessità); costruire e rafforzare relazioni con le comunità locali (enti pubblici e associazioni) attivando una rete solidale stabile tra mondo profit e non profit.

I prodotti destinati a tale progetto sono prodotti alimentari freschi (verdura, frutta, salumi e latticini, carne, fresco industriale), confezionati (pasta, riso, conserve, biscotti, cereali, merendine), prodotti per l'infanzia (omogeneizzati, pastine, pannolini) e liquidi (tutte le bevande esclusi gli alcoolici).

In alcuni casi la cessione di prodotti è stata allargata anche al settore no food (chimica farmaceutica, prodotti per la casa, stagionali, per la persona e multimedia).

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