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Permesso di soggiorno rigettato: a Modena sono più di mille gli irregolari

di Carlo Gregori
Stranieri all'Ufficio Immigrazione della Questura
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Stranieri all'Ufficio Immigrazione della Questura

L’avvocato Davide Ascari: «Sono immigrati presenti a Modena anche da decenni che perdono il permesso ma restano qui: è un poblema esplosivo per tutti. C'è chi ha il permesso rigettato perché semplice indagato in un'inchiesta e deve attendere la fine del percorso giudiziario. Altri lo hanno perso perché presentano documenti di lavoro falsi. Poi ci sono finti profughi che ottengono permessi per anni in attesa che finiscano le verifiche. Servono nuove leggi»

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MODENA. Ogni giorno al Tar si discutono ricorsi di immigrati che hanno perso il permesso di soggiorno: non è stato rinnovato perché avevano delle pendenze giudiziarie oppure perché hanno presentato falsi documenti di lavoro. A questi due aspetti si aggiungono le finte richieste di asilo politico. «Il problema è grave perché a Modena nel frattempo si sta creando una specie di limbo in cui vivono più di mille ex immigrati regolari oggi clandestini che però non tornano in patria. È una bomba a orologeria - spiega l’avvocato Davide Ascari che tratta centinaia di questi casi ogni anno - serve subito una nuova legge sulla clandestinità e l’immigrazione, anche se ora nessuno pare disposto a metterci mano».

Quali sono le cause di rigetto da parte della Questura?

«Il pericolo sociale o la mancanza di un lavoro, come dice la legge. Il punto è che tanti immigrati qui da molti anni, alcuni fin dagli anni Novanta, avevano un lavoro anche ben pagato ma l’hanno perso non per colpa loro e forzano la mano per un permesso che consenta di trovare un nuovo lavoro».

E il pericolo sociale?

«È una questione più complessa. Faccio un esempio. Ho un cliente cinese che possiede due famosi ristoranti orientali a Modena e in provincia. Gli hanno rigettato il permesso perché nel 2007 è stato condannato per guida in stato di ebbrezza e ora è accusato di violenza carnale in un’inchiesta con numerosi indagati. Il rigetto della Questura di Modena, confermato dal Tar, si basa su una semplice accusa che potrà essere chiarita solo tra tre anni col processo. Nel frattempo o resta qui clandestino o va in Cina per tornare dopo l’assoluzione. Abita a Modena da vent’anni, i suoi figli sono italiani ed è clandestino...»

Poi ci sono i falsi contratti.

«Come dicevo, sono gli immigrati disperati per aver perso il lavoro che si rivolgono a delinquenti italiani che consegnano carte a pagamento che attestano lavori che di fatto sono inesistenti. La Questura li scopre facilmente, loro tentano lo stesso la carta del ricorso. Negli ultimi tre anni ho fatto centinaia di ricorsi e solo a Modena ci sono mi pare 1200 immigrati in questa condizione di irregolarità. Quando i loro ricorsi sono respinti diventano clandestini ma il punto è che non vanno via dall’Italia. Di cosa campano?»

Quanto conta la severità delle Questure?

«Molto. Conta molto la discrezionalità di giudizio per valutare la pericolosità. A Modena sono severi ma in genere corretti».

E i finti profughi?

«Sta diventando un problema grave. Succede che oggi in Italia puoi andare in Questura, dichiarare di essere profugo, chiedere asilo politico e ottenere un permesso di soggiorno regolare in attesa che ti convochi la Commissione della Corte d’Appello. Di solito, ti chiamano un anno dopo. Se va male, presenti ricorso al tribunale ordinario a Bologna e il permesso è rinnovato un altro anno e se va ancora male hai un terzo anno di permesso prima dell’appello. È un trucchetto che conoscono molti immigrati. C’è gente che ci marcia sopra. Poi si spargono anche voci infondate su nuove leggi, tanto è vero che la Procura di Bologna ha appena aperto un’inchiesta. Tirando le somme, per i profughi dipende molto dalla domanda iniziale, bisogna capire se lo straniero ha diritto davvero a chiedere asilo. A Modena, bisogna riconoscerlo, l’accoglimento delle domande è vagliato con cura».

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