Abbattuto l’ex deposito delle argille
Il deposito delle argille nel comparto Cisa Cerdisa, che era oggetto di dibattito nelle scorse settimane, è stato abbattuto (nella foto). Cresceva il partito di coloro che chiedevano la conservazione...
Il deposito delle argille nel comparto Cisa Cerdisa, che era oggetto di dibattito nelle scorse settimane, è stato abbattuto (nella foto). Cresceva il partito di coloro che chiedevano la conservazione del capannone come esempio di moderna architettura industriale e con qualche tipo di destinazione creativa. Ma non è stata dello stesso parere la proprietà dell'area, impegnata nella demolizione praticamente totale delle strutture. Durante la settimana le ruspe hanno attaccato anche il deposito e lo hanno spianato. Fine del dibattito. Ma non della rabbia di chi si era speso e impegnato per conservarlo, tra cui una buona metà del Partito democratico sassolese, che sul tema aveva impostato una discussione già tre anni fa. Non all'ultimo momento e a ruspe già in cantiere dunque, sottolineano i promotori. Il dibattito lo aveva lanciato l'architetto Federico Zanfi, che già negli anni scorsi aveva cominciato a occuparsi della conversione urbanistica del territorio sassolese, chiamato soprattutto a interpretare il recupero delle aree industriali dismesse. Nel deposito delle argille, una volta in metallo e cemento suggestiva almeno nelle fotografie, ci vedeva la possibilità di “una piazza coperta multifunzionale, integrata al centro commerciale in corso di progettazione, o che si tramuti nel foyer variamente allestibile di un centro di ricerca ed esposizione sui temi dell’innovazione ceramica; la testa di ponte per rompere l’isolamento che ancora avvolge questa parte di città”. Fra coloro che si erano espressi a favore del recupero Susanna Bonettini, Nicola Prodi, Gian Lorenzo Ingrami. La rabbia per l'abbattimento, non comunicato nè condiviso, sta raggiungendo in queste ore il Municipio. (g.b.)
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