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Civica e Figurina pronta la rivoluzione Muzzarelli-Cavazza

Civica e Figurina pronta la rivoluzione Muzzarelli-Cavazza

Verso la creazione di un “Polo visuale” della Fondazione «No comment» sulle accuse di privatizzazione della Cultura

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Tempo pochi giorni il Comune svelerà le sue carte sul tema culturale del momento, il futuro della Galleria civica e del Museo della figurina, enti che il sindaco Muzzarelli e il suo vice Cavazza, assessore alla cultura, vogliono legare sempre più a Fondazione Fotografia. Non solo, il Comune presenterà ufficialmente anche il prossimo calendario 2016-2017 del nuovo spazio espositivo all'ex Manifattura Tabacchi, il Mata, dove oggi si conclude la criticata mostra "Il manichino della storia". Unica cosa certa al momento è che i musei comunali non cambieranno nome, ma centrale in tanti ragionamenti è però Fondazione Fotografia, struttura che negli anni scorsi si è "mangiata" l'importante Fotomuseo Panini ed è stata nel 2013 trasformata da ente strumentale della Fondazione Cassa di risparmio di Modena in ente partecipato dal Comune anche se finora a dettar legge è stato l'istituto di origine bancaria. Da qui le accese proteste nei giorni scorsi degli Amici di Sant'Agostino - al suo interno, oltre ad esperti, ci sono esponenti del Pd che sulla cultura fanno la "fronda" al sindaco - e anche di Italia Nostra, associazioni che accusano l'amministrazione di voler "privatizzare" Civica e Figurina.

In sostanza, in questo modo, proprio come già successo con il Fotomuseo, si metterebbe nei fatti fine, per una nuova ripartenza, a enti dalla importante storia. La Civica, ad esempio, è tra le prime in Italia a nascere dopo la fine della seconda guerra mondiale e la Figurina - museo mai sfruttato pienamente - genera dalla fondamentale collezione di Giuseppe Panini poi divenuta comunale. Ma Muzzarelli e Cavazza all'inizio del loro mandato lo dissero chiaramente: «Intendiamo cambiare alcune vicende della cultura a Modena».

Le tappe di questa procedura le ricordano tutti: prima lo "scippo" temporaneo della Palazzina Vigarani alla Civica da parte della giunta, con immediate dimissioni del direttore Marco Pierini ancora non sostituito. Successivamente la nascita, inattesa visto il ccntesto, dello spazio Mata preso in affitto per 300mila euro in sei anni. E poi la "spinta" di Muzzarelli-Cavazza per il futuro "Polo dei visuale" al S.Agostino e in attesa, appunto, una unione almeno informale tra le attività di Fondazione Foto, Civica e Figurina. Non una fusione dunque, ma un "comandante" che decide tutto. L'amministrazione lo avrebbe individuato nell'ex senatore e sindaco di Modena Giuliano Barbolini, 70enne politico in pensione, cui spetterebbe poi la nomina di un direttore in comune. Si vedrà quel che accadrà, per ora si può ricordare solo un punto certo. Dopo anni nei quali in ambito espositivo si sono spesi milioni di euro si è stati capaci di giungere a mostre (spesso gratuite) visitate mediamente da 10mila persone appena. Da qui si comprende come alla Civica - unico museo d'Italia nel quale manca un direttore da 13 mesi - il personale sia in trepida attesa: nessuno parla, ma l'assessorato ha promesso che presto li convocherà e coinvolgerà negli importanti cambiamenti. (s.l.)

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