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In un anno 12.385 indagati Inchieste: archiviata la metà

Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, metà delle inchieste della Procura si conclude con una richiesta di archiviazione. La maggior parte delle indagini viene condotta su un solo indagato...

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Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, metà delle inchieste della Procura si conclude con una richiesta di archiviazione. La maggior parte delle indagini viene condotta su un solo indagato (87%). Più della metà delle inchieste si conclude entro sei mesi. Le autorizzazioni per intercettazioni restano più o meno quelle dell’anno prima, quasi esclusivamente telefoniche più alcune ambientali. Infine i sequestri preventivi sono raddoppiati in un anno.

Un anno di attività fotografata a Palazzo Martinelli - da anni raramente accessibile ai mezzi di informazione - indica che le indagini concluse contro indagati noti sono state 9.866 in totale. Più della metà finiscono nella convinzione dell’estraneità degli indagati: la Procura ha chiesto ben 5.638 archiviazioni all’Ufficio del Gip. Poche in definitiva le richieste di rinvio a giudizio ordinario: 560. Sono state invece 1.809 le richieste di riti alternativi (abbreviato e altri), mentre le citazioni dirette in giudizio sono state 1.859. Un dato fondamentale per capire cosa avviene in Procura è indicato dal numero degli iscritti sul Registro generale degli indagati: in un anno 12.385 persone. Di queste, 10.834 (87%) sono indagati unici. Le indagini sono in generale celeri: 7.243 si concludono in sei mesi, 1.200 entro un anno, 1.466 entro due anni e 1.292 oltre due anni (ricordiamo che sono aperte indagini su almeno due omicidi “irrisolti: i casi Battocchio di Carpi e Gombia di Savignano).

I dati sulle intercettazioni dicono poco di nuovo rispetto all’anno scorso. A Modena ci sono 456 persone con i telefoni sotto controllo e 15 hanno “cimici” e altri strumenti d’intercettazione ambientale intorno a loro. Solo le “cimici” sono in calo (-48%) ma dipende ovviamente dal tipo di indagine in corso.

Una voce importante soprattutto per il procuratore Lucia Musti - negli ultimi mesi ha molto insistito sulla natura e l’efficacia di questo strumento - è quella delle cosiddette misure cautelari reali. I nuovi sequestri conservativi sono stati 4 e sempre 4 quelli conclusi. È stata la prima volta: l’anno prima erano a zero. Il sequestro più utilizzato invece è quello preventivo. Il Tribunale ne ha autorizzati 69 nuovi e nel frattempo se ne sono esauriti 71; 3 sono pendenti. I dati dell’anno prima erano la metà. La risposta dei difensori indica che le istanze al Riesame per annullare i sequestri preventivi sono state 23 e 9 gli annullamenti concessi dai giudici. Segno che la Procura lavora ai sequestri puntando su prove che reggano a un esame del giudice (oltre a quello iniziale del gip).

Carlo Gregori

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