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M5S: «Nulla da gioire Restano accuse gravi dagli investigatori»

FINALE. «Ora chi ha infangato chieda scusa a Ferioli», aveva detto il senatore Pd Vaccari, componente della commissione antimafia, dopo la notizia che il Comune non sarebbe stato sciolto per mafia....

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FINALE. «Ora chi ha infangato chieda scusa a Ferioli», aveva detto il senatore Pd Vaccari, componente della commissione antimafia, dopo la notizia che il Comune non sarebbe stato sciolto per mafia. Ieri le repliche dei 5 Stelle: «Chi decide scioglimenti per mafia o comissariamenti è il ministro degli interni Alfano. Lo stesso che non ha sciolto Roma su richiesta dell’alleato Renzi. E che ora su richiesta Pd archivia tutto su un Comune Pd (Finale)... Ci vuole una buona dose di arroganza per fare certe dichiarazioni... L’erede di Giovanardi a Modena sta crescendo».

Sulla vicenda interviene anche l’onorevole Ferraresi, che per di più è di Finale: «Il paradosso è che questa situazione sembra che sia stata creata dalle opposizioni. La realtà dei fatti è che dopo l’indagine e i lavori della ‘ndrangheta nel Comune di Finale, chi ha richiesto lo scioglimento del Comune sono stati i tre commissari - il viceprefetto di Ravenna, l’ex maggiore dei carabinieri di Modena, e il tenente colonnello delle Fiamme Gialle di Modena, non rappresentanti del M5S, o delle altre opposizioni. Si saranno svegliati con una improvvisa antipatia o voglia di infangare il sindaco? Chi ci accusa di aver tirato fango o di aver accusato qualcuno di essere mafioso lo fa con il preciso intento di mentire e di prendersi vittorie che non esistono visto che a perdere qui sono stati solo i cittadini. Lo scioglimento sarebbe stato l'ennesimo fatto grave, ma le conseguenze delle scelte dell’amministrazione rimangono. La responsabilità politica rimane. La 'ndrangheta che ha lavorato nei cantieri di Finale rimane, il processo Aemilia con le intercettazioni, lo sversamento di amianto rimane...».

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