Manifestazione di condanna per lo sfregio a Borsellino
Una manifestazione di condanna contro le scritte che hanno imbrattato il murales di piazzale della Meridiana intitolato ad alcuni eroi del nostro tempo, come il giudice Paolo Borsellino, che ha...
Una manifestazione di condanna contro le scritte che hanno imbrattato il murales di piazzale della Meridiana intitolato ad alcuni eroi del nostro tempo, come il giudice Paolo Borsellino, che ha pagato con la vita il prezzo della battaglia per la legalità. Hanno voluto affermare questo ieri mattina, i cittadini che si sono riuniti davanti al murales divenuto oggetto, insieme a quello a fianco, di scritte ingiuriose contro la memoria di Borsellino. «Un gesto grave, ma è molto più grave la corsa a derubricare la cosa – ha affermato Giuseppe Schena presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, che già nei giorni scorsi aveva condannato pubblicamente il gesto, insieme a Rita Borsellino, sorella di Paolo – Qualcuno mi ha fatto notare che il comunicato fatto insieme a Rita ha dato ulteriore ènfasi al gesto. Un falso e malsano pudore». Stesso punto di vista ribadito forte e chiaro da Cinzia Franchini, presidente nazionale di Cna Fita che ha parlato di «fatti di una gravità esagerata», riferendosi a quanto avviene sul nostro territorio. E ha esortato tutti a continuare a lottare contro la mafia, prendendo spunto da una bellissima frase del giudice Borsellino. La manifestazione è stata condotta da Nicola Pozzati de Il Mostardino, e vi ha preso parte una folta delegazione di Libera. Per conto del Comune era presente l’assessore Milena Saina, mentre Roberto Mirabile dell’associazione “La caramella buona” ha parlato di muro, riferendosi al murales, che serve per abbattere altri muri.
Nicola Marino della Diocesi ha poi portato il saluto del vescovo Francesco Cavina, il quale ha invitato a non derubricare l’atto vandalico. Anche Rita Borsellino ha voluto partecipare tramite una lettera che invita a non considerare l’episodio meno grave perché si tratta di una ragazzata. “Se ci sono dei ragazzi che pensano di poter fare impunemente un gesto di questo genere, uno sberleffo rivolto a chi ha donato la vita per la nostra libertà, non è meno grave di un atto criminale” scrive Rita Borsellino. (s.a.)
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