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Chef Spyros, addio amaro al ristorante 1495 E ora da Modena lancia un blog

di Serena Arbizzi
Chef Spyros, addio amaro al ristorante 1495 E ora da Modena lancia un blog

Partenza in grande stile, poi diatriba legale con i titolari del locale di Scandiano. «Deluso, ma penso a nuovi progetti»

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MODENA. Era nato come il concretizzarsi di un sogno, come il punto di arrivo di un percorso partito sotto i riflettori della televisione e approdato alla guida di un ristorante prestigioso, ma finirà con ogni probabilità in tribunale, dove i contendenti si sfideranno a colpi di battaglia legale. Era il dicembre del 2014 quando il modenese di origine greca Spyros Theodoridis, vincitore della prima edizione italiana di Masterchef nel 2011, presenta ufficialmente, nel corso di una grande serata di gala, l’apertura del ristorante 1495 sotto la sua gestione. Il ristorante sorge in via Ubersetto, ubicato in un grande complesso che include l’hotel Boiardo, alle porte del paese. L’inaugurazione del 1495 con gestione targata Spyros prende vita tra vip ed emozioni e la presentazione di un menu costellato di spunti tratti dalla cucina greca, in onore alla patria dello chef, nato ad Atene. Poi, dopo poco tempo, qualcosa va storto e la collaborazione tra Spyros e la direzione del complesso che include l’hotel Boiardo e il ristorante 1495 finisce.

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«Purtroppo quell’avventura è durata poco e ho dovuto lasciare la guida del ristorante nei mesi scorsi – rivela lo stesso Spyros – Ho deciso di fare causa perché ho notato che non c’è stato un comportamento corretto nei miei confronti».

Dopo i primi tempi in cui il ristorante è stato lanciato puntando sulla notorietà del vincitore di Masterchef, sono subentrati problemi di varia natura. Dalla direzione del Boiardo Hotel di Scandiano, nel cui complesso è incluso il ristorante in questione, interpellati dalla Gazzetta, confermano che il rapporto di collaborazione con Spyros si è interrotto e che, pertanto, lo chef non lavora più lì, ma per via telefonica non hanno voluto rilasciare ulteriori ragguagli sulla vicenda che non terminerà in modo pacifico, vista la causa in corso. Ma Spyros non è persona che si abbatte e guarda avanti. Ai nuovi progetti.

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«Il mio sogno nel cassetto è ora quello di dare vita a un locale che possa ospitare al massimo dieci/dodici persone, dove gli ospiti possano stare a diretto contatto con me affinchè io possa raccontare loro i piatti. Un luogo aperto due o tre volte alla settimana» confida lo chef.

Nel frattempo lo chef greco ha lanciato un blog intitolato “Il giro del mondo in 80 piatti” visitabile sul sito www.spyrostheodoridis.com. Un luogo virtuale in cui Spyros racconta i suoi viaggi attraverso le emozioni che si vivono attraverso i piatti gustati in giro per il mondo: la prima tappa, chiaramente, è la sua Atene.

Da cosa nasce il desiderio di aprire il blog

«Se la cucina è il mio motore, viaggiare è l’altra mia passione che non mi stanca mai. Per me è fondamentale esplorare posti nuovi, conoscere nuova gente, culture, usanze, costumi, ingredienti e piatti è una cosa che amo profondamente. Si dice “Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei” ed è un proverbio vero. Così ho deciso di lanciarmi in questa nuova avventura in cui le emozioni saranno protagoniste dei miei viaggi enogastronomici, dove le stelle sono importanti ma non indispensabili».

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Che cosa racconterai nel blog?

«Ogni volta, quando ritorno da un viaggio, mi viene voglia di fissare i ricordi tramite un racconto. Il cibo parla della storia del Paese, le usanze, il clima, gli orari, i costumi, la ricchezza e la povertà, la tradizione, l’innovazione, la ricerca sono la sua evoluzione. Ricette che le persone del posto hanno fatto per me ed io voglio condividere con i lettori, sperando di trasmettere qualcosa di questi paesi».

Come trovi la nuova edizione di Masterchef, trasmissione di cui sei stato primo vincitore dell’edizione italiana? «Trovo tutti molto simpatici: l’arrivo di Cannavacciuolo ha ammorbidito i protagonisti della trasmissione. Mi divertono i concorrenti e c’è un sostanziale equilibrio: potenzialmente potrebbero vincere tutti».

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