Gazzetta di Modena

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Processi lenti ma aumentano le sentenze

di Carlo Gregori
Processi lenti ma aumentano le sentenze

Migliora la gestione anche se la prescrizione scatta per una causa su otto. Metà delle udienze dal gip si chiude in sei mesi

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Sono stati 1.973 i processi “comuni” arrivati a sentenza a Modena nel 2014-15, con un aumento del 24% rispetto all’anno precedente. Il ricorso a riti alternativi (abbreviato e altri) interessa il 22% delle sentenze. Ma i giudizi ordinari restano sempre tre quarti del totale (78%), mentre i patteggiamenti raggiungono il 13%. E 93 sono stati i processi più gravi arrivati a sentenza nei tre collegi, in crescita del 9,2%.

Sono i principali dati sull’attività penale del Tribunale di Modena che emergono dal rapporto annuale della Corte d’Appello di Bologna, presentati ieri in apertura dell’anno giudiziario.

Tra i punti più significativi, aumentano i processi nuovi mentre sono in stallo quelli in dibattimento e in conclusione. L’appello al Giudice di Pace mostra dati in forte calo, così come il Gip e il Gup. I processi a un solo imputato restano la stragrande maggioranza, mentre quelli complessi, dai tre in su fino a decine di imputati, restano relegati a un’infima minoranza. Crescono - ed è positivo - i processi contro imputati noti.

Resta sempre molto elevata la percentuale delle prescrizioni rispetto al numero di processi, una sconfitta per la giustizia. Se infatti il quadro generale indica così un’attività in leggero miglioramento a Modena - un aspetto in progressione con gli ultimi anni - resta ancora molto attiva la mannaia delle cause dichiarate scadute, come sottolineato dalla Procura generale. Si pensi che a Modena le prescrizioni hanno interessato il 7% dei processi più gravi, quelli affrontati dai tre collegi, l’11,3% di quelli del giudice monocratico ovvero 1 su 8, il 4,7% dei casi davanti al gup e il 3,7% in Procura.

Nel dettaglio a Modena, i tre collegi giudicanti - che trattano le cause più gravi - hanno definito 105 processi: 12 in sei mesi, 12 entro un anno, 23 entro due nani, 58 oltre due anni. Le cause definite con rito monocratico sono state 2.432, 814 delle quali entro sei mesi, 433 entro un anno, 545 entro due anno e 640 oltre due anni. Infine l’Ufficio del Gip e del Gup (udienze preliminari) ha trattato 11.343 pratiche delle quali 6.475 entro sei mesi, 1.001 entro un anno, 705 entro due anni e purtroppo 3.161 oltre i due anni.

Guardando ai numero reali delle attività di un anno, i dati della Corte d’Appello dicono che a Modena i tre collegi dei giudici hanno preso in carico 97 nuove cause e ne hanno concluse 240, dati in leggero calo per entrambe le voci rispetto al 2013-14. Il giudice monocratico ha aperto 2.713 nuovi processi ed è arrivato a sentenza per 3.624 cause, uno sforzo evidente rispetto all’anno prima. Infine per il Gup le nuove richieste sono state 8.267 mentre le pratiche concluse 9.693. (Per il Gup si deve tenere conto dell’assenza prolungata per mesi di un magistrato impegnato a Bruxelles, che in parte spiega il calo di un terzo dei fascicoli conclusi).

Per quanto riguarda altri tribunali collegati alle vicende modenesi rileviamo che la Corte d’Appello a Bologna ha aumentato del 15,5% le cause entranti e del 3,3% quelle a sentenza: un divario che la dice lunga sul crescente ingolfamento. Il Tribunale dei Minori, sempre a Bologna, nella sua sezione penale, ha aumentato le cause del 15% mentre quelle concluse sono scese del 4,2: il “tappo” è evidente.

Infine, le nuove iscrizioni per reati noti sono state in totale 12.385 (+11,3%), mentre quelle finali sono atte 10.109, con un aumento del 13% sull’anno precedente.

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