Gazzetta di Modena

Modena

Pierluigi, il cacciatore di eclissi

di Laura Solieri
Pierluigi, il cacciatore di eclissi

L’astrofotografia è la sua passione: «Insegna anche ad apprezzare la Terra»

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MODENA. Racconta con la luce e risponde così al dovere che sente dentro: fare scoprire soprattutto alle nuove generazioni la meraviglia del nostro universo. «Con la mia fotografia condivido la fenomenologia celeste di cui sono testimone e cerco di ricongiungere i giovani all'ambiente del cielo che osserviamo sempre meno».

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Pierluigi Giacobazzi, astrofotografo e divulgatore scientifico, si definisce un "contemplatore di nuvole", innamorato di questo ponte tra popolazioni che è il cielo. «A sette anni, già osservavo la volta celeste e annotavo su un taccuino la posizione delle stelle senza una cognizione precisa. La mia storia parte da un piccolo telescopio, poco più di un giocattolo, che mia madre mi regalò all'epoca e con cui iniziai ad esplorare il mondo».

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Nel 2003 Pierluigi partecipa a un corso di introduzione alla fotografia scientifica all'Accademia di Scienze, Lettere e Arti di Modena che lo porta a diventare astrofotografo, «un modo per raccontare la natura che inizialmente ritenevo relegato al cielo notturno mentre nel tempo ho capito che il cielo non è solo il laboratorio dell'astronomo ma è la prosecuzione del paesaggio terrestre. Questo tipo di fotografia ti consente di raccontare contemporaneamente il patrimonio terrestre e quello celeste ed è uno strumento molto efficace di divulgazione scientifica, soprattutto con i bambini».

Mentre parla, Pierluigi tiene in mano la fotografia che più di tutte lo rappresenta, The Green Rim, foto esibita alla Boyden Gallery che si trova tuttora in una fondazione scientifica del Maryland, scatto selezionato nel 2010 in concomitanza di una conferenza internazionale su luce e colori dell'atmosfera al St Mary's college of Maryland. «Questa foto ritrae un pezzettino di cielo nelle prime colline modenesi, dove mio padre è proprietario di un piccolo appezzamento di terra in quella che mi piace chiamare collina incantata», sorride Giacobazzi che è stato il primo, nel 2009, anno internazionale dell'astronomia, a portare tre telescopi in piazza Grande, aderendo per Modena all'iniziativa di 100 ore di astronomia indetta dall'Unione Astronomica Internazionale e inaugurando in città una serie di iniziative a tema tra cui le Notti Galileiane.

«Accidenti che magia! Dev'essere l'effetto di Dio che mescola la zuppa nella volta stellata. Saturno è un piccolo gioiello del creato» ha scritto un cittadino su quello che Pierluigi definisce il suo diario di bordo, libro che raccoglie nomi e pensieri dei partecipanti alle iniziative da lui organizzate in questi anni.

«Il 2010 per me è stato un anno molto importante - prosegue Giacobazzi - ho fondato l'associazione culturale J.W. Draper, di cui sono presidente, ispirata allo scienziato capostipite della fotografia astronomica e dedicata all'osservazione e alla fotografia della volta celeste e sono stato eletto direttore del Civico Planetario di Modena, dove ora, dopo due mandati, sono docente conferenziere». Cacciatore di eclissi, trai suoi viaggi per il mondo, Pierluigi ricorda con entusiasmo l'incredibile viaggio fatto nel 2010 all'isola di Pasqua, prima spedizione ufficiale promossa dall'associazione per osservare l'eclissi totale di sole e recarsi nel deserto di Atacama dove si trovano alcuni dei telescopi e radiotelescopi più importanti a livello mondiale dedicati alla ricerca astronomica. «Non bisogna stancarsi mai di osservare ed emozionarsi davanti a un tramonto, di sognare sotto un cielo stellato, due delle poesie che la natura ci regala tutti i giorni e tutte le notti».

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