Gazzetta di Modena

Modena

Modena. Donna scaricata al Policlinico dopo il parto: il bimbo gettato nella spazzatura a Spezzano

Modena. Donna scaricata al Policlinico dopo il parto: il bimbo gettato nella spazzatura a Spezzano

La donna ha affermato di aver avuto un parto al sesto mese in un appartamento. La polizia ha recuperato nella notte il corpicino che era stato buttato in un cassonetto da chi ha aiutato la donna nel momento del parto. Resta da capire cosa sia realmente accaduto

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA. E' stato ritrovato nella noytte dagli uomini della squadra mobile della polizia il cvorpicino del bambino partorito ieri mattina da una donna che poi è stata scaricata sanguinante al Pronto Soccorso del policlinico di Modena.

Il corpicino, nato prematuro al sesto mese di gravidanza, era stato chiuso in un sacchetto e gettato in un cassonetto della spazzatura a Spezzano. Resta da capire le circostanze di questo parto. A questo punto tutte le ipotesi restano aperte. Compresa quella dell'aborto provocato.

 

Non è ancora quindi risolto del tutto il giallo sul quale stanno lavorando gli uomini della Squadra Mobile della questura di Modena. 

Protagonista di questa drammatica vicenda una nigeriana di 22 anni, in Italia da poco tempo, e con grandi difficoltà nel comunicare.

La giovane è stata accompagnata al Pronto Soccorso del Policlinico da due persone, un uomo e una donna. Erano in auto. Hanno fatto entrare la giovane nella struttura sanitaria e, subito dopo, invece di sedersi in attesa della visita e dell’esito dell’intervento del medico, sono rapidamente usciti, e risaliti in auto, facendo perdere le proprie tracce.

Il medico, che ha visitato la giovane ha subito compreso di essere di fronte ad un parto appena avvenuto.

Secondo il racconto della donna si sarebbe trattato di un parto prematuro, giunto al quinto o sesto mese di gravidanza.

Il piccolo però non è stato portato al Policlinico e la ragazza non ha saputo dire con precisione che fine abbia fatto. Purtroppo le speranze che possa essere vivo sono pari a zero. Così come la donna non ha saputo dare indicazioni, solo discorsi molto vaghi, su quale sia il luogo in cui si è consumato il parto.

Ai poliziotti che hanno provato a raccogliere la sua testimonianza prima avrebbe parlato della toilette di un non meglio precisato luogo pubblico, poi ha detto che si trovava a Castelfranco in una casa.

Quando ha avvertito i segnali di quanto stava per accadere ha chiesto aiuto ad una sua amica, probabilmente chi la ospitava nell’appartamento, che l’ha assistita Quandola situazione è precipitata insieme accompagnate da un uomo hanno deciso di andare di corsa al Pronto Soccorso. Decisione quanto mai provvidenziale: senza le cure mediche, infatti, la donna avrebbe rischiato la morte per dissanguamento.

Il piccolo - secondo il racconto della giovane - sarebbe nato morto, non ha saputo dire se si trattasse di un maschio o di una femmina.

La giovane è stata sottoposta ad un intervento chirurgico, al termine del quale i medici, in via precauzionale, hanno deciso di non sciogliere la prognosi. Non sarebbe in pericolo di vita. Il resto è un quadro tutto da disegnare, per gli uomini della Squadra Mobile. Una delle ipotesi sul tappeto porta inevitabilmente al mondo della prostituzione. Ipotesi supportata dal fatto che l’episodio si è consumato in un appartamento con l’assistenza di una donna, senza ricorrere immediatamente all’aiuto dei medici. E in più il fatto che la giovane è stata letteralmente abbandonata al Pronto Soccorso da chi non solo non è rimasto per conoscere le sue sorti, ma non si è nemmeno fatto vivo in seguito per sincerarsi delle sue condizioni. Un familiare, un amico, o anche solo un aiutante occasionale, se non in sala d’atttesa, si sarebbe sicuramente fatto vivo. Nelle prossime ore, quando la Squadra Mobile avrà completato tutta una serie di accertamenti e la giovane sarà stata nuovamente interrogata, insieme all’assistenza di una interprete, si dovrebbe sapere di più.

Ora il drammatico ritrovamento del corpicino, in queste terribili circostanze sembrano avvalorare l'ipotesi peggiore. Starà alla magistratura e alla squadra mobile completare il quadro.

Sul fronte penale, al momento nei confronti della ragazza non è stata sollevata alcuna accusa. Quando il quadro sarà completo la magistratura valuterà se e di quali reati accusare la donna o chi l’ha aiutata.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google