Un dibattito sugli stabilimenti Fca
Sindacalisti e politici a confronto sul futuro di Maserati, Cnh, Ferrari
L’allarme lanciato dai sindacati sul futuro degli stabilimenti modenesi di Fca-Cnhi (ex Gruppo Fiat) troverà oggi sbocco in una iniziativa promossa da Fiom - Cgil di Modena, un incontro che dalle 17,30 si terrà presso la sede modenese di Cgil a Modena, nel salone Corassori in piazza Cittadella 36. I temi al centro dell’attenzione nel dibattito andranno dalle preoccupazioni che riguardano lo stabilimento modenese di Maserati, per il calo della produzione e l’apertura della cassa integrazione per 300 addetti, al problema della cassa integrazione nel 2015 in Cnhi, oltre ai timori per l’indebitamento di Ferrari per finanziare Fca. Timori che d’altro canto il sindacato Fiom - Cgil evidenzia da tempo e che ora anche Fim Cisl ha voluto sottolineare. La Fiom - Cgil afferma di ritenere «ormai ineludibile un momento di confronto dove i vertici di Fiat vengano a Modena a dire con chiarezza quali sono le mission dei vari stabilimenti, su quali prodotti si punta per il futuro e per il mantenimento a Modena sia delle capacità progettuali che produttive, nel quadro di strategie complessive del Gruppo che salvaguardino e potenzino tutti gli stabilimenti sul territorio nazionale».
Hanno assicurato la presenza all’incontro di oggi il sindaco e presidente della provincia Giancarlo Muzzarelli, i senatori Davide Baruffi (Pd) e Giovanni Paglia (Sel). Sono stati invitati al dibattito i sindaci dei Comuni di Modena e Maranello, i rappresentanti della Regione, i parlamentari del territorio di tutti gli schieramenti politici e le altre organizzazioni sindacali presenti negli stabilimenti.
La relazione introduttiva sarà curata da Cesare Pizzolla, segretario Fiom/Cgil Modena, a seguire sono previsti gli interventi di tre delegati degli stabilimenti modenesi di Fiat - Cnhi, Maserati e Ferrari, e di due delegati degli stabilimenti Maserati Grugliasco e Cnhi Jesi. È in programma anche l’intervento di Tania Scacchetti, segretario Cgil Modena, e le conclusioni saranno affidate a Michele De Palma, coordinatore nazionale Fca-Cnhi Fiom/Cgil. La Fiom porrà al centro del dibattito anche il tema della rappresentanza sindacale negli stabilimenti del Gruppo Fiat dove ancora oggi - nonostante il riconoscimento della Corte Costituzionale, che risale al luglio 2013, e l’ampio consenso registrato nelle ultime elezioni per gli Rls (rappresentanti sicurezza dei lavoratori) affermandosi come primo sindacato - la Fiom non è riconosciuta al pari delle altre organizzazioni sindacali nelle relazioni sindacali. Ma Fiom - Cgil «continua a ritenere - dice il sindacato - che l’unitarietà delle organizzazioni sindacali sia determinante per affrontare un confronto con la direzione aziendale che chiarisca le prospettive produttive e occupazionali delle tre imprese sul territorio modenese».
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