Gazzetta di Modena

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Con i canoni concordati affitti ridotti e più sconti

Rivisto l’accordo tra associazioni di inquilini, della proprietà edilizia e il Comune Riduzioni dal 2 al 10%, cambiano i parametri per valutare il costo di un alloggio

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Affitti più bassi per gli inquilini e sconti dal fisco e dalle tasse comunali per i proprietari.

È questa la scelta del Comune di Modena per venire incontro alle famiglie a reddito fisso, oggi alle prese con la crisi economica, offrendo a entrambe le parti in causa un incentivo per raffreddare i prezzi adeguandoli al mercato degli affitti che vede i canoni in calo anche in città e in provincia.

L’occasione è stata data dall’adeguamento dei parametri per gli affitti fermi all’accordo del 2008, praticamente un’era geologica fa. Fu l’ultimo anno in cui ci si poteva illudere che le difficoltà fossero momentanee. La quotidianità di sette anni di fuoco, intervallati da terremoti e alluvioni, ecco che i nuovi accordi sui canoni concordati offrono un punto di riferimento per l’entità degli affitti. L’intesa interessa a Modena 14 mila inquilini e le loro famiglie, oltre che un numero quasi equivalente di proprietari di case che offrono in affitto unicamente l’appartamento ereditato o quello che avevano preparato per i figli. Secondo le stime condivise oltre che dal Comune anche dalle associazioni degli inquilini (Sicet e Sunia) e dei piccoli proprietari (Asspi) a Modena i vantaggi oscillerebbero per un’abitazione di medio livello in una riduzione che va dal 2 al 10%, ovvero da 150 a mille euro all’anno.

Nel pacchetto del contratto concordato, da una parte c’è la cedolare secca sul contratto e la riduzione dell’Imu del 25%, dall’altra la detrazione fiscale più alta.

Quali sono i parametri in base ai quali viene calcolato il valore di un’appartamento? La posizione non è più determinante per rilevare il prestigio (e quindi l’affitto) se si eccettuano le zone super-centrali attorno a via Emilia e corso Canalchiaro, mentre acquistano valore le inferriate al piano terra e al primo piano oltre ai sistemi d’allarme. E ancora: la presenza dell’impianto di riscaldamento viene cancellata come elemento di distinzione della casa perchè viene ritenuto un requisito fondamentale al pari dei servizi igienici e dell’acqua potabile. Naturalmente per arrivare alla griglia dei prezzi medi di riferimento nelle quattro fasce in cui è diviso il territorio (centro, semicentro, periferia e zona suburbana) contano molto i metri quadrati e gli accessori, dai garage alle porte blindate.

«Abbiamo aggiunto un altro mattone per costruire la filiera dell’abitare a costi sostenibili - ha sintetizzato il sindaco e presidente della Provincia, Giancarlo Muzzarelli - Se vogliamo tenere unita la società modenese evitando i ghetti edilizi dobbiamo operare su vari livelli, anche in Regione con misure analoghe». «A Modena - ha aggiunto Francesco Lamandini, presidente Asspi - il patrimonio pubblico pesa per il 4% del totale, all’estero è del 20%: questo la dice lunga sul fatto che non si riescono a calmierare i prezzi».

«Era ora di modificare paramentri e prezzi - commenta Antonietta Mencarelli (Sunia) - La morosità incolpevole di chii resta senza lavoro deve trovare una risposta dalle istituzioni. Anche Roma deve fare la sua parte però Renzi è andato nella direzione opposta a quella di Letta e ha cancellato il fondo sociale per l’affitto».

«I vari governi sono stati sordi alle emergenze sociali e quella della casa è una delle più importanti - concorda Eugenia Cella (Sicet) . Non si può continuare con provvedimenti tampone, con l’emergenza. Ad esempio, questi accordi riguardano solo i comuni con forti tensioni abitative: a Modena sono solo sei. E gli altri vicini non lo sono?»

Saverio Cioce

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