Gazzetta di Modena

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Daniele non si trova, Angelo non si arrende

di Marco Pederzoli
Daniele non si trova, Angelo non si arrende

L’imprenditore Curocchi sarà a Roma per tre giorni: «Non lasciamo solo questo giovane autistico»

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Non si fermano le ricerche di Daniele Potenzoni da parte dell’imprenditore prignanese Angelo Curocchi, titolare dell’azienda sassolese Mineraria di Boca.

Da oggi e fino a giovedì, Angelo sarà di nuovo a Roma, dove nel giugno scorso il 36enne autistico Daniele Potenzoni è stato visto per l’ultima volta, per continuare le ricerche del ragazzo. Come è noto, l’imprenditore modenese ha preso a cuore questa vicenda all’inizio del dicembre scorso, guardando una trasmissione televisiva che parlava appunto della scomparsa di Daniele, avvenuta mentre insieme a una comitiva si stava recando da Milano a Roma per un’udienza di Papa Francesco.

Presso la metropolitana della stazione Termini, Daniele Potenzoni si è perso e, da allora, sembra che nessuno lo abbia più visto. Angelo, mosso a compassione per questa storia, che ha gettato nella più nera disperazione la famiglia del ragazzo, ha deciso di investire del proprio tempo e del proprio denaro per le ricerche, facendo già stampare 10.000 volantini per tutta Roma e spesando completamente tutti i suoi amici dell’Anc (Associazione Nazionale Carabinieri) che si sono resi disponibili a cercare Daniele assieme a lui. Da oggi, appunto, Angelo sarà di nuovo a Roma, assieme ad altri suoi tre amici dell’Associazione Nazionale Carabinieri. Intanto, nelle ultime due settimane, le ricerche dell’imprenditore prignanese non si sono affatto fermate.

«Una sera – racconta in modo chiaro e preciso lo stesso Angelo – mi trovavo a casa e arriva una chiamata che giura di avere visto Daniele all’aeroporto di Verona. Mi sono allora precipitato là e tutta la notte, assieme alla polizia dell’aeroporto, abbiamo visionato i filmati delle telecamere, ma anche quell’avvistamento, come tanti altri, si è rivelato un falso allarme. A Roma – racconta ancora Angelo – ho già visitato anche un cimitero dove sono custodite dentro celle frigorifere le salme che ancora non sono state riconosciute. Anche qui non abbiamo trovato nulla. Comunque – chiude Angelo – non ci dobbiamo arrendere. Dobbiamo continuare a cercarlo. Se ci arrendessimo adesso, renderemmo vani anche gli sforzi fatti finora. Daniele potrebbe essere dietro l'angolo, potrebbe venire avvistato da un momento all'altro: non dobbiamo farci prendere dallo sconforto e dobbiamo continuare a cercarlo. Spero che altri condividano con me questo progetto».

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