Modena,i volontari sulle vie del “pane buono”
Dal forno alla distribuzione ai poveri: in centro storico c’è una rete invisibile che passa per persone laiche, come Luisa
MODENA. Le vie del pane vecchio in Centro storico sono tante e si percorrono di sera. Da anni, almeno da quando c’è la crisi, numerosi forni mettono da parte pane per gli indigenti che consegnano a scadenze fisse a una persona di fiducia. Sacchi di pane che vanno alla Caritas di una parrocchia, come a Santa Rita, in Sant’Agostino o in San Francesco. Oppure sacchi consegnati a qualcuno che conosce vicini indigenti, come fanno ai banchi del pane al Mercato Coperto di via Albinelli. In ogni caso, sono sacchi che girano anonimi e in silenzio, perché, come spiega una volontaria, secondo quanto prescrivono le antiche tradizioni il bene si fa senza mettersi in mostra.
Quello che avanza. Vediamo due di queste strade che partono dal negozio e arrivano sulla tavola di disoccupati, precari e sottopagati. In generale, nei forni il pane del giorno prima viene vagliato. Quello senza sale e quello comune finiscono grattugiati. Il resto può finire ad animali (domestici, di campagna o in strutture come canili) oppure può essere raccolto e dato ai poveri. Quest’ultimo caso sta diventando sempre più diffuso perché cresce il numero dei volontari che si presenta ai forni per chiedere un contributo. E tanti forni di Modena rispondono con generosità.
Forno e parrocchia. In Rua Muro al Forno San Bartolomeo, ad esempio, c’è sempre un sacco di pane vecchio che arriva a destinazione. «Se ne occupa mia figlia – spiega al titolare Piera Biolchini - noi lo raccogliamo e il mercoledì lei lo porta in parrocchia a Santa Rita, il giovedì in un’altra che non ricordo. Lo facciamo da anni». Il sacco del forno di Rua Muro arriva alla parrocchia di via Tommaso Frignani il mercoledì e la sera stessa, con il pane di tutti gli altri sacchi raccolti, viene distribuito. Spiega il parroco don Franco Silvestri: «Abbiamo un gruppo Caritas parrocchiale molto attivo che si occupa di questa raccolta. Il merito va tutto a loro. E ogni mercoledì quel pane insieme con altri alimentari raccolti, come i brutti-ma-buoni, viene consegnato a una quarantina di famiglie indigenti: sono precari, disoccupati, famiglie povere, sia italiani che stranieri. È il nostro contributo per dare sollievo in questo periodo difficile».
Una rete invisibile. La seconda via ci porta in Sant’Agostino, Centro storico. Luisa N. è una modenese che ha fatto della sua pensione, dopo una vita in ufficio, un modo per aiutare gli altri. E’ laica ma lavora per la parrocchia che da ormai molti anni ogni giorno, sabato compreso, alle 11 – grazie alle suore – distribuisce pane vecchio e altri generi alimentari ad almeno cento persone. Preferisce restare anonima: «Sono solo una parte di una rete invisibile - spiega - Sei anni fa sono entrata in contatto con le suore e mi sono proposta volontaria per dare una mano. Mi pareva più importante e interessante che passare le giornate da pensionata davanti a una tivù. Loro mi hanno proposto di raccogliere il pane vecchio nei forni ed eccomi qui. Certo quando piove uno pensa che si sta meglio a casa a vedere la tivù, ma poi ti passa», spiega sorridendo.
Dal forno ai poveri. Nel corso di questi sei anni Luisa si è creata un giro: «Inizialmente le suore vanno dai fornai e propongono la raccolta del pane vecchio; poi passiamo noi volontari. Io, ad esempio, faccio sempre lo stesso giro. Vado in via del Taglio al Dolce Charlotte (ex Re di Pane ed ex San Giorgio), al Forno Raffaello di piazza XX Settembre, al Forno Degli Erri in piazzale Degli Erri, al Forno Gallone di via Ganaceto. So che altri vanno ad esempio al Forno Glauco di via Emilia Est o al Forno Trilly di Cognento, ma non vorrei far torto a qualcuno dimenticandolo».
Anche quando piove. Il giro non è così semplice. La raccolta avviene o il sabato oppure tutte le sere a seconda degli accordi col fornaio. In ogni negozio Luisa riceve da uno a due sacchi pieni. Dentro non c’è solo il pane ma anche pizzette, gnocco, briosche, dolci. Sacchi gonfi e pesanti che deve tenere in equilibrio mentre pedala verso al chiesa: «Ne tengo due in mano e uno sul cestino. A volte non è facile, lo garantisco, soprattutto quando piove». Una volta consegnati i sacchi, pane pizzette e tutto il resto vengono suddivisi dalle suore e in via Sant’Agostino alle 11 i poveri si mettono in fila per la consegna. E così, grazie a volontari come Luisa, il meccanismo della solidarietà in città procede lungo le vie del pane vecchio. (3,continua)
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