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L’archivio di Dorando trasloca all’ex Polisportiva

di Rino Filippin
L’archivio di Dorando trasloca all’ex Polisportiva

Dopo un secolo documenti e cimeli escono dagli ex uffici della Patria in Castello Consultabile il fondo protetto dalla Soprintendenza. Inaugurazione a maggio

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Dopo oltre un secolo, “Dorando Pietri” trasloca dal Castello dei Pio. I suoi cimeli, le sue lettere, i documenti relativi ai suoi risultati sportivi lasciano la storica sede della S.G. la Patria (ormai chiusa da anni) e si trasferiscono in una sala dell’ex polisportiva Pietri, oggi utilizzata dalla società sportiva.

«Per adesso – commenta Bruno Bassoli, dirigente della Patria sezione atletica ed ex atleta di mezzofondo – tutto è ancora negli scatoloni. Avremo bisogno di qualche mese per sistemare la grande quantità di materiale a disposizione. Anche perché non si tratta solo di materiale relativo a Dorando: abbiamo anche faldoni con tutta la storia della società che, lo ricordo, è stata fondata nel 1879».

Il progetto risulta particolarmente interessante perché, come spiega la società sportiva, la sala sarà poi a disposizione di chi vorrà consultare il materiale. Si pensi a studenti, appassionati di storia locale, turisti. Ovviamente bisognerà prenotare perché la sala sarà fruibile solo chiamando in anticipo gli uffici della società. L’inaugurazione dovrebbe avvenire nel mese di maggio con una grande festa aperta a tutta la città.

«Il materiale che sarà esposto – commenta Bruno Bassoli – ovviamente non comprende i reperti originali più preziosi, come la coppa di Londra, la Stella d’Oro che il Coni ha consegnato a Dorando e altro ancora. Questi cimeli sono custoditi in un caveau in banca. Nella sala aperta alle visite, per quanto riguarda i cimeli più preziosi, abbiamo in mostra delle copie. In ogni caso anche il materiale cartaceo consultabile è molto interessante dal punto di vista storico-sportivo». Ricordiamo infatti che il fondo Dorando Pietri e l’archivio della Patria sono stati posti sotto la tutela della Soprintendenza, a dimostrazione dell’importanza del materiale che da oltre un secolo i dirigenti della Patria che si sono succeduti, hanno accuratamente conservato e catalogato.

Non manca però la coda polemica: che fine ha fatto il progetto di creare uno spazio dedicato a Dorando Pietri nel museo cittadino? «Quando era in attività Barbolini, il patron della maratona di Carpi – spiega ancora Bassoli – pareva si potesse fare, o almeno lui si stava impegnando in questo senso, poi si è ammalato e il progetto è stato abbandonato, ma secondo me sarebbe stata una bella idea che avrebbe potuto attirare turisti e appassionati». All’epoca si parlò addirittura di far rientrare a Carpi la salma del campione di Maratona. «Barbolini – conclude Bruno Bassoli – puntava a portare la tomba di Dorando in città. In effetti adesso a Sanremo, dove si trova, non credo abbia tante visite. Da quelle parti c’è solo una pronipote che abita a Genova. Sì, per tenere vivo il mito del grande Pietri, sarebbe utile che la sua tomba fosse trasferita in città».

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