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La difesa della maestra di Pavullo: "Quella del video non sono io"

La difesa della maestra di Pavullo: "Quella del video non sono io"

Auto dell’Arma sotto casa per evitare pestaggi e lei nega: «Ho solo difeso un piccolo e quella del filmato non sono io»

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PAVULLO. «Odio chi maltratta chi non può difendersi ed ho una vera passione per i nonni, i bambini e gli animali». Può sembrare impossibile, ma sono le parole che la maestra Giacomozzi aveva scelto come motto per presentarsi sui social network.

«Fortunatamente ho spesso il sorriso sulle labbra - scriveva - Cerco di fare quello in cui credo veramente. Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te...».

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Può sembrare incredibile, ma parliamo della stessa persona che ieri ha assistito impassibile, confusa, all’avvento dei carabinieri in casa sua, poco prima dell’alba. Manuela in caserma, quando le hanno notificato l’ordinanza del giudice che le contestava una decina di episodi, era ancora incredula. E quando i militari sono tornati a casa sua, per ulteriori accertamenti e per verificare il rispetto della misura cautelare, lei che aveva visto le immagini registrate dei suoi stessi maltrattamenti, ha negato con convinzione gli addebiti.

«Guardate, c’è un errore. La persona nel filmato che maltratta il bambino non sono io. E nell’altro filmato si, sono io, ma non lo volevo affatto maltrattare, sono intervenuta soltanto perchè stava facendo del male ad un altro bimbo...».

In tarda mattinata Manuela ha formalmente incaricato il suo legale di fiducia, avvocato Bortolotti, dicendosi convinta di poter spiegare appena il giudice darà corso all’interrogatorio di garanzia. Forse inconsapevole della rabbia e dello sdegno che a Pavullo e ben oltre sono cresciuti in modo esponenziale, per quello che le è stato contestato e per quanto è stato documentato dalle immagini.

Al punto che sulla pagina facebook di “Sei di Pavullo se” è apparsa la proposta di una manifestazione, assieme a quelle sporadiche di una sonora lezione. Tanto da costringere i militari ad attivare servizi di controllo, per evitare l’imponderabile. (a.setti)

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