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Ospedali, da oggi giro di vite sul fumo

Ospedali, da oggi giro di vite sul fumo

Sigarette fuorilegge anche nelle vicinanze dei reparti di cura. L’anno scorso 70 multe per i tabagisti

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Il caso più clamoroso è quello dei bagni del Policlinico. Lì, dopo i primi divieti di fumo, la concentrazione di fumatori incalliti era tale da fare scattare sempre l’allarme antincendio.

La prima reazione è stata quella di staccare per alcune settimane il sistema. Poi, quando la situazione si è chiarita, i dirigenti hanno chiamato a uno a uno medici, infermieri e anche qualche lungodegente per chiedere con fermezza di fumare fuori dall’ospedale.

Ora quei provvedimenti rischiano di essere un buffetto sulla guancia rispetto al giro di vite che si preannuncia con la legge nazionale antifumo che entra in vigore sul tutto il territorio nazionale.

La novità più eclatante è proprio il divieto di fumo anche nei cortili degli ospedali che, unito ai 300 euro di multa massima per chi butta mozziconi per terra, dovrebbe rappresentare almeno una barriera ideologica, un deterrente per chi fuma ovunque e comunque.

«Siamo strutture sanitarie, dovremmo essere noi per primi a dare l’esempio. Se no, chi altro potrebbe farlo? - dice sospirando Massimo Bigarelli, responsabile del progetto di contrasto al tabagismo per l’Ausl - Noi come Ausl Modena assieme alla regione Emilia Romagna già dal 2008 abbiamo promosso azioni di contrasto alle sigarette e al fumo nelle strutture ospedaliere. I divieti sono stati resi più espliciti con un’apposita cartellonistica e al tempo stesso abbiamo affidato alla vigilanza privata il compito di reprimere gli abusi, i fumatori incalliti. Ma in verità il numero totale delle sanzioni in tutti gli ospedali della provincia oltre che a Baggiovara è stato di una ventina di casi».

Per quello che riguarda il Policlinico, che con le sue dimensioni è la struttura sanitaria più grande di Modena e provincia, i numeri delle multe è più alto, attorno alle 50. Ma anche in questo caso si tratta di una goccia nel mare delle cattive abitudini. Sulla carta dovrebbero esserci, come nelle altre strutture sanitarie, appositi spazi isolati con apparecchiature per il ricambio d’aria.

Ovviamente ai piani alti della sanità pubblica l’idea di spendere soldi per garantire il diritto di fumo, con relative spese, a visitatori e camici bianchi non ha trovato orecchie favorevoli.

«Ecco, vede? - dice Patrizia Marchegiano, responsabile della Prevenzione per il Policlinico - Anche oggi mi segnalano cicche vicino ai balconi di Ginecologia, il posto peggiore dove fumare. Ma che dovremmo fare, mettere personale in divisa e multare tutti i genitori e i nonni in ansiosa attesa? L’educazione è il primo passo. Da questo punto di vista la legge regionale è, a mio avviso, perfetta quando dice che vanno preservati dal fumo anche i percorsi che portano agli ospedali».

A dire la verità i primi sette anni di “caccia alla cicca” hanno visto alti e bassi, magari anche causati da una buona volontà che ha prodotto gli effetti opposti a quelli desiderati.

È il caso degli “spegni-mozziconi”, quasi dei maxiportacenere che all’entrata degli ingressi invitavano i fumatori a spegnere la sigaretta prima di entrare. La conseguenza? Subito nelle vicinanze dei reparti sono diventati delle calamite per raccogliere i fumatori intenti nella pausa sigaretta, soprattutto in caso di maltempo.

Inevitabile quindi pensare a speciali panchine protette, con minuscoli gazebo magari a distanza, tra le aiuole, dove chi vuole sfogarsi col tabacco possa farlo in santa pace. Ma tenendo ben presenti i danni di sigari, sigarette e affini.

Solo per quanto riguarda Modena le stime che circolano parlano di 200 casi di tumori al polmone più una cifra quattro volte superiore di vittime per conseguenze collegate a infarti, ictus e cancro al pancreas. Senza contare i costi sociali per le malattie corelate anche in chi, come i fumatori passivi, è costretto dalle sigarette degli altri a inalare sostanze nocive.

Nessuno ha toni da crociata, anzi. Ma il primo ostacolo da superare sarà quello di chiarire la legge: cosa s’intende per divieto di fumo nelle “adiacenze” degli ospedali? A carpi, Vignola e Pavullo i cortili sono piccoli. Ma a Baggiovara e Policlinico sono grandi come aeroporti: anche lì le multe?

Saverio Cioce

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