Ponte Veggia, via libera alla bonifica del sito
Serviranno 535mila euro per riportare alle condizioni naturali l’area fluviale Ci sono voluti tre anni per il progetto definitivo esecutivo e per lo stanziamento
Arriva alla fase della bonifica e messa in sicurezza il sito contaminato denominato Ponte Veggia, uno dei terreni a causa dei quali il territorio di Sassuolo-Scandiano era ancora in incluso nell'elenco dei Siti contaminati di interesse nazionale (da cui è uscito nel 2013 a causa di modifiche legislative e di alcune opere nel frattempo eseguite).
È del 2012 l'inizio della procedura con cui il Comune ha interessato la Regione e richiesto l'intervento. L’area è delimitata e indicata da allora, in modo che nessuno ci possa entrare. Gli orti che erano stati realizzati in questa zona sono stati smantellati. Ci sono voluti tre anni per il progetto definitivo esecutivo, ora approvato e per lo stanziamento da parte della Regione, che come sempre accade in questi casi, non è di poco conto: 535mila euro per riportare alle condizioni naturali una porzione di terreno in fascia di rispetto fluviale, anzi per meglio dire a pochi metri dal fiume, proprio a due passi dal ponte di Veggia. Qui nei decenni sono passate migliaia di persone, ne passano tutti i giorni lungo la pista ciclabile provinciale che corre proprio a fianco del sito contaminato. Va però detto che sepolti in quest’area ci sono rottami ceramici non particolarmente nocivi: come spiega la relazione tecnica in passato questa zona era frequentemente percorsa dai trasportatori da e per il comprensorio ceramico e in altri tempi il terrapieno che dava sul fiume veniva usato per scaricare direttamente dalla strada residui di lavorazione ceramica. Ci sono quindi rottami sia crudi che cotti, materiali argillosi, mentre risultano praticamente assenti residui di smalti crudi, che sarebbero i più preoccupanti, anche per la falda acquifera. Non si tratta quindi di un sito altamente inquinato, ma l'intervento è comunque urgente per la vicinanza del fiume, che negli ultimi anni, spiega la Regione, ha fatto registrare livelli delle acque più elevati che in passato, aumentando il rischio di esondazione e coinvolgimento anche di questa area. In questo caso, con il coinvolgimento del corso d'acqua, la situazione diventerebbe effettivamente rischiosa. Quindi l'intervento, nonostante i tanti anni passati dal momento in cui venne individuato e poi si decise la bonifica, viene definito di emergenza e comporterà la rimozione totale dei rifiuti, a differenza di quanto accade in altri tipi di aree. Qui i rifiuti sono a una profondità minima, non ci sono aree abitate con cui trovarsi a interagire, le quantità da asportare sono tutto sommato modeste, ma di contro è elevato il livello di criticità ambientale. Verrà asportato il terreno fino a 30 centimetri sotto la quota rifiuti. L'obiettivo finale è il ripristino dell'area con la sua morfologia e la sua vegetazione originale. Inoltre si approfitterà per prolungare l'argine Sesistente fino alla struttura del ponte, provvedendo anche a stabilizzare la pista ciclabile che corre a fianco (e a ripararla nel caso i lavori dovessero danneggiarla). I rifiuti ceramici asportati verranno avviati all'impianto di smaltimento adeguato, che verrà individuato nel frattempo in base alle indicazioni regionali.
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