Gazzetta di Modena

Modena

Musti e il caso della maestra di Pavullo: «Indagine delicata nata dai bambini»

Musti e il caso della maestra di Pavullo: «Indagine delicata nata dai bambini»

Il procuratore racconta che turbamento e paura dei figli ha spinto i genitori a rivolgersi ai carabinieri

2 MINUTI DI LETTURA





MODENA. L’indagine sui maltrtattamenti ad opera di una maestra nell'asilo di Pavullo  è partita in novembre, come ha spiegato il procuratore capo Lucia Musti.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.12878433:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2016/02/01/news/botte-ai-bimbi-e-bestemmie-in-classe-arrestata-maestra-d-asilo-a-pavullo-1.12878433]]

Ha richiesto tempi lunghi e grande attenzione investigativa, proprio per la gravità delle accuse. E dopo due mesi, la scorsa settimana è arrivata a un punto importante, quando il pm Marco Imperato ha presentato la richiesta di custodia cautelare agli arresti domiciliari per l’insegnante e coordinatrice. Pesanti le accuse per l’insegnante 52enne: maltrattamenti aggravati e molestie aggravate. Il procuratore ieri ha elogiato il lavoro dei carabinieri di Pavullo e del suo collega Imperato che li ha coordinati, per aver raccolto materiale probatorio che inchioderebbe la “cattiva maestra”.

Materiale soprattutto frutto di lunghe e costanti intercettazioni ambientali dentro le stanze in cui Manuela Giacomozzi si trovava con i bambini dai 3 ai 5 anni. Soprattutto quei filmati video che riprendono anche in sonoro la maestra, mentre insulta e picchia quei bambini, a suo dire troppo vivaci e maleducati. Per lei era evidentemente un modo per “rimetterli al loro posto” ma i metodi non sono né educativi né accettabili sotto nessun profilo.

«Le intercettazioni raccolte dai carabinieri di Pavullo - spiega Musti - ci restituiscono scene di una violenza inaudita. L’inchiesta è proseguita perché era necessaria la massima cautela. Dopo alcuni gravi casi nazionali scoppiati negli ultimi anni, è diventato importante raccogliere tutta la documentazione possibile che chiarisca cosa avviene tra insegnante e bambini. Al termine, è stata chiesta con celerità l’ordinanza di custodia cautelare. E con celerità il giudice Eleonora De Marco l’ha firmata».

Il procuratore ha spiegato che l’origine dell’indagine risale a novembre, quando alcuni bambini tornavano a casa dopo la scuola materna e i genitori li trovavano visibilmente sconvolti, avviliti, spaventati e utilizzavano parole aggressive mai sentite.

Le segnalazioni sono arrivate ai carabinieri che hanno avviato indagini ancora coperte da segreto. A far scattare le indagini la testimonianza - non la querela - di almeno tre famiglie, mentre potrebbero essere di più i bimbi maltrattati.

La maestra ora sotto accusa dovrà essere interrogata dal gip forse oggi stesso, in presenza del suo difensore di fiducia, l’avvocato Roberto Bortolotti.

Carlo Gregori

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google