Cai: 141 anni d’avventure
Dal Giardino Esperia alla conquista delle cime in Asia
La sezione di Modena del Club Alpino Italiano nasce il 12 febbraio 1875 guadagnandosi il titolo di ventiduesima in ordine di istituzione.
L'associazione la cui priorità è diffondere la conoscenza della montagna - e che punta molto sull'alpinismo giovanile - organizza escursioni, attività alpinistiche e di interesse naturalistico e speleologico.
Da sempre in prima fila nella tutela dell'ambiente montano e in special modo dell'Appennino Modenese, il Cai nostrano riconosce nel Giardino Botanico Alpino "Esperia" il suo fiore all'occhiello. Ancora oggi gestito dai volontari, il giardino è stato creato nel 1954 a Passo del Lupo (Sestola) ed è punta di diamante dell'associazione internazionale Giardini Botanici Alpini, nonché del sistema museale della provincia di Modena.
Il Cai di cui è presidente Giuliano Cavazzuti è angelo custode della rete di sentieri dell'Alto Appennino modenese, viabilità minore che vanta numeri di tutto rispetto: 442 chilometri, 55.000 metri di dislivello e 195 ore di percorrenza.
Tra le imprese patrocinate dal Club Alpino che ha sede in via IV Novembre risaltano le numerose spedizioni sulle vette dell'Himalaya, del Pamir, del Buthan, della Mongolia e delle Ande. E soprattutto la conquista di cinque cime inviolate di cui due intitolate a Modena (nel 1980 nel Kashmir indiano e nel 2000 nel Karambar in Pakistan). Nel 2015, per festeggiare i suoi 140 anni, l'associazione ha scalato il monte Bianco. (a.d.m.)
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