Mazzacurati (Forza Italia): «A Modena puntare sui giovani per battere i grillini»
Forza Italia e Lega Nord tentano di rialzarsi e si riorganizzano: giovani berlusconiani crescono, il Carroccio cerca unità
MODENA. Valentina Mazzacurati, 26 anni, giovane mamma e praticante avvocato è il volto nuovo di Forza Italia. A lei il compito di coordinare i Giovani di Forza Italia in provincia. Viene da Campogalliano, è molto determinata e dopo aver studiato il partito “da dentro” ha preso “i gradi” per provare a fare ordine. Il 12 e 13 febbraio due giorni di incontri e convegni sono il primo passo per il confronto.
Valentina Mazzacurati, il centrodestra targato Forza Italia riparte da un evento: due giorni di dibattiti e discussioni per costruire. Cosa volete creare?
«Abbiamo pensato ad un evento che non ha quasi precedenti nella nostra regione soprattutto per un motivo: ripartire dai territori come ci è stato chiesto da Silvio Berlusconi. Troppo spesso sono stati dimenticati per problemi nazionali e ci hanno rimesso le esigenze dei cittadini. Ecco perché ripartiamo da qui e lo facciamo coi giovani».
Vuole rottamare?
«Per nulla. Non sono una rottamatrice e non lo vorrò mai essere, giudico l’esperienza come una dote fondamentale della quale fare tesoro. Basta trovare i punti di riferimento giusti e capire che il mondo è cambiato, le esigenze sono cambiate, il pubblico è cambiato, i modi di comunicare sono cambiati. E i giovani sono protagonisti di questo cambiamento, nella buona e nella cattiva sorte, vittime di un sistema che deve cambiare».
A proposito di punti di riferimento, com’è il rapporto con chi governa il partito?
«Ci sono figure che hanno voglia di investire sui giovani, altre sono più restie. A me piace la logica della partecipazione, da qui il confronto che abbiamo organizzato per il 12 e 13 febbraio. Guarderanno negli occhi dei giovani che vogliono portare avanti, con una logica di gruppo, progetti concreti per la nostra provincia, che ha bisogno di novità».
Che cosa avete in cima alla lista delle priorità?
«Lavoro e sicurezza sono le nostre parole d’ordine. Viviamo il mondo del lavoro e sappiamo la fatica che si fa a passare dall'università ad un reale impiego. La sicurezza non è solo un problema di percezione, è la realtà. Si comincia col bullismo, si finisce per strada quando si rientra la sera: la preoccupazione è ovunque. Cito questo dato raccolto a Campogalliano, nella mia comunità di giovani del paese che conosco bene: tanti ragazzi si sono informati, e alcuni lo hanno già preso, per ottenere il porto d'armi. E' un bisogno molto lontano dal mio modo di pensare e non posso pensare che diventi la normalità».
E difficile fare politica di centrodestra a Modena?
«Con questo Pd paradossalmente è più facile. Renzi promuove il cambiamento ma non sa nemmeno come attuarlo. E a Modena questo schema è impersonificato perfettamente dal sindaco: atteggiamento nuovo ma scelte da vecchio Pd. Muzzarelli oggi è questo».
Che obiettivo vi date in termini elettorali?
«A livello giovanile il mio pensiero principale è al Movimento Cinquestelle. Lì c’è il nostro bacino di voti, dai 20 ai 40 anni: è lì che dobbiamo dare risposte, è lì che dobbiamo saper coinvolgere ed evitare che il voto diventi una protesta. Il voto è partecipazione, ed è quello che noi stiamo cercando».
Obiettivo difficile con la disaffezione alla politica che si misura nei giovani.
«Serve un passo avanti in quella che deve essere la cultura del centrodestra, la cultura delle nostre idee, della nostra politica. Se non siamo capaci noi in Emilia di far capire quali sono i veri valori contro chi ci governa, allora chi ci deve riuscire? Noi ci proveremo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
