Gazzetta di Modena

Modena

Maxi inchiesta di Serra Prosciolto Don Mislei

di Daniele Montanari
Maxi inchiesta di Serra Prosciolto Don Mislei

Quattro mesi al tecnico che progettò l’asilo risultato abusivo a San Dalmazio Gli altri casi: prescrizioni, condanne e rinvii a giudizio (Uccellari e Tagliazucchi)

3 MINUTI DI LETTURA





SERRAMAZZONI. Due condanne, un’assoluzione, due proscioglimenti e sei rinvii a giudizio. Così si è chiusa ieri la lunga udienza preliminare per la maxi inchiesta sull’urbanistica di Serra che riunisce 4 vicende: l’asilo di Riccò, il trittico Casa Morandino-inceneritore-terreno di Casa Contardo di San Dalmazio, la funeral house di Serra e villa Iseppi a Selva.

Undici gli imputati, che hanno fatto scelte diverse: don Franco Mislei, l’architetto Paolo Sorzia (per l'asilo) e l'impresario di pompe funebri William Franchini (per la funeral house) avevano optato per il rito abbreviato, per loro quindi ieri è già arrivata la sentenza.

Per gli altri invece si trattava di decidere il rinvio a giudizio, e quindi l’apertura di un processo con rito ordinario, o il proscioglimento.

Per quanto riguarda l'asilo, il gup Paola Losavio ha disposto la condanna a quattro mesi di carcere per Sorzia, progettista e direttore dei lavori, per falsa asseverazione consistente nell’aver garantito che si poteva costruire in zona G2 adibita a verde, pena sospesa.

«Sono convinto che l’esito doveva essere diverso – sottolinea il suo avvocato Luca Pastorelli – leggeremo le motivazioni e decideremo il da farsi».

Assolto invece don Franco Mislei (titolare dell'intervento) perché nel suo caso “il fatto non costituisce reato”. «Siamo molto soddisfatti – commenta l’avvocato Riccardo Pelliciardi – ora ci auguriamo che si possa definire presto con il Comune la pratica edilizia di completamento dell’opera».

Inizia qui invece il processo (al via il 5 maggio davanti al 2° Collegio) per gli altri imputati: l’ex sindaco Ralenti e l’ex responsabile dell'Ufficio tecnico Tagliazucchi, che dovranno rispondere anche della funeral house insieme al tecnico Dante Minelli. Condannato invece in quest'ambito l'impresario Franchini: 4 mesi e 10mila euro di ammenda, pena sospesa.

Sul fronte San Dalmazio, rinviati a giudizio tutti: l’impresario Remo Uccellari, l’ingegnere Daniele Zanni e Tagliazucchi per la palazzina di Casa Morandino; gli stessi più Stefania Minozzi (moglie di Uccellari) per la vicenda dell’inceneritore e Tagliazucchi anche per la variante di Casa Contardo.

Per quanto riguarda invece la villa di Selva, prosciolti il proprietario Arduino Iseppi (per prescrizione), il tecnico Stefano Belloi (per non aver commesso il fatto) e Tagliazucchi per l’abuso edilizio (prescritto) che però va a processo lo stesso per abuso d'ufficio.

Soddisfatto il sindaco Roberto Rubbiani, che ha affidato all’avvocato Andrea Mattioli la costituzione del Comune (che ora può chiedere i danni a Sorzia e Franchini) quale parte civile: «Mi fa piacere che don Franco sia stato assolto – dice - ero convinto che sarebbe finita così. E anche il resto del quadro rispecchia le attese. La partita adesso continua in dibattimento, intanto noi lavoriamo sugli altri procedimenti».

«L’ordinanza non è un’anticipazione di condanna – commenta invece il legale di Tagliazucchi, Roberto Ghini – siamo sereni e faremo valere le nostre ragioni».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google