Modena Est. Un villaggio a misura di anziano
La proposta realizzare un centro residenziale-comunità senza scale con servizi in comune Il progetto è già pronto Potrebbe sorgere nell'area dell'ex campo da rugby Si apre il dibattito
MODENA. Torna di moda l'area di un vecchio progetto dell'ex assessore all'urbanistica Daniele Sitta, a Modena Est nella zona tra via Lino Pederzoli e la ferrovia. Per parte di questo spazio, oggi occupato da campi sportivi, l'ex consigliere provinciale Fausto Cigni, politico "storico" del quartiere, ha proposto su Facebook un nuovo progetto rivolto in particolare alla terza età. In sostanza, in un'area già appunto al centro di un piano particolareggiato poi messo da parte ai tempi dell'ex assessore Sitta, Cigni oggi propone di realizzare almeno una ventina di alloggi al piano terra. Strutture di 70-80 metri quadrati completamente autonome con vicino servizi in comune come il medico o la mensa dove potrebbero abitare soprattutto anziani e persone diversamente abili. «Ho affidato questa idea alla rete - spiega Fausto Cigni - soprattutto perché in questo modo le persone che abitano nel quartiere resterebbero qui. A Modena Est nel 2013 ci fu un progetto per recuperare parte del villaggio artigianale per cui non si consuma terreno con questo progetto di co-housing. Lancio la proposta dopo avere notato i numerosi furti che sono stati commessi nella nostra zona: tenuto conto che qui il 98% è proprietario e che molte persone sono anziane e sole l'obiettivo è semplice. Chiediamo al Comune che ci metta a disposizione un terreno, quello dove ci fu il vecchio piano particolareggiato o un altro, dove si possano realizzare 20 villette a schiera di 70-80 mq a piano terra. Le costruzioni le paga la famiglia o la persona che vuole abitare in questa zona, vendendo la casa di proprietà che detiene in altra area del quartiere».
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Secondo Cigni è il classico uovo di Colombo: «È una forma di edilizia tipica ad esempio in Scandinavia. Il Comune ci metterebbe solo la terra e lì si potrebbe anche costruire un ambulatorio, una palestra, una farmacia, altri servizi. Se fosse scelta l'area del campo di rugby sarebbe quella già destinata a edilizia, dove Sitta voleva realizzare 120 alloggi popolari. Possiamo anche farlo altrove nel quartiere, ma a me piacerebbe che puntassimo sulla socializzazione, sullo stare insieme».
Ieri mattina la proposta è apparsa sul profilo Fb di Cigni e i commenti sono stati molti, non tutti favorevoli per la verità. Ma l'idea piace, anche se c'è chi ricorda che la zona è già intasata e occorrerebbe salvaguardare il verde del quartiere, come spiega il lettore Renato Zanon. In parte d'accordo con lui è il progettista Gaetano Venturelli, già assessore all'urbanistica per pochi mesi a metà anni '90. «Anche io - spiega l'architetto - sono contro l'uso del terreno verde, come tutti. Ma in questo caso si erano qui già previsti un centinaio di appartamenti con un vecchio piano particolareggiato. Ora con Cigni abbiamo pensato di proporre questa idea legata all'edilizia adatta a chi ha problemi e agli anziani. Così ho realizzato questo disegno per piccoli gruppi di case, ovviamente né la zona né le residenze debbono essere proprio così. Si può modificare tutto. A me interessa il tema dell'abbattimento delle barriere architettoniche e avevo pensato a case in legno come quella che ho realizzato a alla polsiportiva Sacca».
Stefano Luppi
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