Da oggi l’autopsia sul neonato
Il perito dovrà chiarire se il feto era vivo quando è venuto alla luce
Una volta assegnati gli incarichi al perito medico-legale, da questa mattina in avanti lo staff del professor Enrico Silingardi potrà procedere all’autopsia del corpicino del bimbo di sei mesi partorito e gettato nel pattume a Spezzano di Fiorano. L’accertamento anatomo-patologico sarà lungo: si prevede che durerà parecchie ore ed è possibile che sia richiesto un supplemento successivo. Questo perché i quesiti posti dal pm Andrea Guerzoni sono numerosi e complessi. In particolare, il medico legale dovrà chiarire se il feto era già morto al momento della nascita. Se così fosse, se si sia trattato di un aborto spontaneo dovuto a problemi fisici della madre o del bimbo stesso oppure se sia stato praticato un aborto indotto dalla madre o da qualcuno a lei vicino. Se invece dovesse risultare che il feto è venuto alla luce vivo, in questo caso il medico legale stabilirà se è morto per malformazioni, difetti congeniti, incidenti naturali o altro. Oppure se è stato ucciso. In questo caso, scatterebbe un’accusa di omicidio volontario sicuramente per la madre e forse per alcuni suoi conoscenti presenti al momento del parto. Come il cosiddetto “taxista”, l’amico della madre, colui che l’ha trasportata con un’altra giovane nigeriana al pronto soccorso del Policlinico domenica mattina e che ora è anche sospettato di essersi sbarazzato del corpicino avvolgendolo e gettandolo nel pattume di un cassonetto. La madre e questo uomo sono sicuramente indagati per occultamento di cadavere. Ma l’indagine della Squadra mobile di polizia è solo all’inizio e l’autopsia darà indicazioni fondamentali.
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