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Modena, l'assessore Cavazza: «Ecco come potremo rilanciare il Mata»

di Stefano Luppi
Modena, l'assessore Cavazza: «Ecco come potremo rilanciare il Mata»

«Rassegne di fotografia con grandi nomi come Zagaglia e Fontana e mostre di arte moderna»

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MODENA. Beppe Zagaglia e Franco Fontana, ultraottantenni star della fotografia modenese e internazionali. E poi Nino Migliori, su cui Bologna ha organizzato una grande rassegna. Sono questi i nomi, insieme a mostre dedicate a Francesco Iodice, agli artisti italiani e polacchi e al vasto patrimonio del Museo della Figurina Panini, su cui conta l'amministrazione comunale per attirare pubblico giovanile tra quest'anno e il 2017 al Mata.

Ieri il vicesindaco Cavazza ha mandato in archivio la discussa rassegna “Il manichino della storia” presentando i prossimi appuntamenti.

Va detto che, al di là della qualità di quanto annunciato, non pare che siano questi gli argomenti in grado di far “cambiare verso” anche alla cultura, come il sindaco ha sempre detto. Basti pensare che le città vicine, mentre noi proponiamo gli artisti citati nel nuovo spazio della ex Manifattura e alla Civica, espongono Edward Hopper ( a Bologna), Piero della Francesca ( a Forlì), Giorgio De Chirico ( a Ferrara).

«Il Mata - ha spiegato Cavazza - è una porta verso il cuore della città, in entrata e in uscita. Per questo mettiamo in campo in questo spazio la collaborazione tra enti e istituzioni diverse nel quadro di una migliore offerta culturale complessiva. La nostra è una città vivace, una delle poche che investe in cultura in vista del polo per l’immagine contemporanea». E allora vediamoli questi appuntamenti messi in calendario tra Civica, che è tornata in possesso della Palazzina Vigarani (fino all'estate almeno) e Mata vicino alla stazione.

Quest'ultimo ospiterà, dal 3 aprile al 22 maggio, la mostra “Effimera. Relazioni disarmoniche” a cura di Luca Panaro e Fulvio Chimento, dedicata alle nuove tecnologie per la realizzazione di installazioni multimediali. Esposte opere di alcuni dei più talentuosi artisti italiani nati nella metà degli anni ’70. La mostra sarà collegata a “Play”, manifestazione fieristica dedicata al gioco.

Dal 2 giugno al 10 luglio sarà allestita “Modenesi e Modena”, mostra di Zagaglia su quarant’anni di vita cittadina raccontata attraverso i ritratti di persone che animano e vivono la città.

Una rassegna dal sapore nostalgico che, com’è prevedibile visti i precedenti, non innescherà flussi turistici da altre città. Dal 16 settembre al 26 febbraio 2017 al Museo della Figurina mostra su “I migliori album della nostra vita. Storie in figurina di miti, campioni e bidoni dello sport” nell'ambito del Festivalfilosofia 2016 dedicato all’agonismo.

Nel 2017 spazio a Franco Fontana, pluripremiato ma che certo non si può dire sia un artista poco esposto sotto la Ghirlandina e altrove. Veniamo alle proposte della Civica, dove dal 12 al 21 febbraio ci sarò “Hikikomori”, breve progetto di foto e film di Francesco Jodice legato a Ert.

Dal 5 marzo al 5 giugno mostra di Migliori che ha fotografato a lume di candela i leoni stilofori del transetto della Cattedrale e otto metope. La Vigarani invece dal 19 marzo ospita “La memoria finalmente. Arte in Polonia: 1989-2016”, a cura di Marinella Paterni.

E poi, per il prossimo settembre, il Comune in occasione del Festivalfilosofia sta pensando a un appuntamento che valorizzi opere delle collezioni di disegno e fotografia della Civica. Nello sforzo di fare della cultura a Modena un luogo normale, un apprezzamento va fatto: bene proporre calendari così a lungo termine, almeno chi deve vendere le mostre sa cosa c'è in futuro. Da qui a parlare di appetibilità però ce ne corre.

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