«Expo a Dubai 2020 grandi opportunità per piccole imprese»
Katia Goldoni e la scoperta degli affari nei Paesi arabi «Io, avvocato, alle prese con la passione per il Made in Italy»
Obiettivo Expo 2020: business miliardario, che potrebbe fare la felicità di molte aziende.
Finita l’abbuffata di Milano già si guarda a Dubai, prossimo teatro dell'Esposizione universale. E c’è chi non ha intenzione di lasciarsi sfuggire l’occasione di entrare in un mondo in cui i petroldollari la fanno ancora da padrone, i margini di investimenti e guadagno sono molto elevati e l’attrattività del “made in Italy” raggiunge picchi imponenti.
Ma non saranno soltanto le grandi aziende, quelle già internazionalizzate, a gettarsi a capofitto nel business mediorientale; gli spazi operativi per le Pmi sono ampi, ma vanno aggrediti. E per farlo la Camera di Commercio italiana a Dubai ha deciso di individuare delle figure di riferimento che possano fare da mediatrici ad un mondo per molti nuovo e inesplorato.
Tra i prescelti c’è anche Katia Goldoni, avvocato civilista, 47 anni, originaria di Solara di Bomporto e con studio in corso Canalgrande. Lei, figura frizzante, intraprendente, terremotata e alluvionata, ha deciso di mettersi in gioco proprio dopo il sisma del 2012 quando ha iniziato a seguire alcune trattative commerciali sull'asse Italia-Marocco. «Seguivo la costituzione di nuove società e i contratti di alcune aziende emiliane - spiega - Le ho aiutate a sviluppare i loro affari nel Nordafrica e ho scoperto che l'economia internazionale mi piace molto. Da lì il passo verso Dubai è stato piuttosto naturale, ho partecipato ad un bando della Camera di Commercio e ho ricevuto questo incarico».
In quel guardare a Oriente c'è lo “state of mind” dell’avvocato Goldoni, ultima praticante dell’avvocato Gustavo Vignocchi. Ama viaggiare, Katia, scoprire nuovi mondi, nuove usanze, nuove culture e adesso - perché no? - nuove strade commerciali. È un’esploratrice 2.0, che parla un inglese commerciale perfetto e proietta le piccole imprese italiane verso nuove avventure. «A Dubai, così come in gran parte degli Emirati Arabi, c’è una gran voglia di Italia - spiega - Cercano il lusso, il cibo, l'arredamento e la pelletteria e i prodotti di nicchia nostrani hanno un grande appetibilità. Ecco perché credo che le Pmi dovrebbero provare a internazionalizzarsi».
Il meccanismo per esportare prodotti e qualità è piuttosto semplice. La Camera di Commercio italiana a Dubai avvia un'indagine di mercato sul territorio per capire se effettivamente il prodotto può essere commercializzato e a quel punto si decide se affrontare l'avventura oppure se relegarla ad un “Ci abbiamo provato, ma non ne vale la pena”.
L’avvocato Goldoni, così come altri professionisti italiani, è una mediatrice dell'operazione: può fare da consulente iniziale oppure entrerà in scena soltanto al momento dell'effettivo progetto di business.
«L’approccio che ho trovato - spiega - è molto serio, a Dubai si vogliono fare le cose per bene e in grande. C’è grande propensione all'Europa ed Expo 2020 sarà qualcosa di grandioso se saranno realizzate, come penso, tutte le suggestioni architettoniche ora in cantiere: parchi, aree divertimenti, hotel, zone commerciali. Gli emiri hanno una grande voglia di turismo e una forza economica immensa. E allora sì, posso dirlo in modo spassionato: se fossi un imprenditore proverei ad affacciarmi a quel mondo».
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