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Il Pm chiede la condanna di Gerrini a 3 anni e 6 mesi

Il Pm chiede la condanna di Gerrini a 3 anni e 6 mesi

Processo Aemilia. Per il tecnico del Comune di Finale i magistrati dell’antimafia richiedono anche l’applicazione dell’aggravante per avere favorito un clan

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FINALE. Tre anni e sei mesi di reclusione per il resposabile dei lavori pubblici del comune di Finale Giulio Gerrini. È questa la richiesta formulata ieri nel tardo pomeriggio dai pm della direzione distrettuale antimafia Marco Mescolini e Beatrice Ronchi. La requisitoria dell’accusa si è conclusa con la richiesta di condanna di tutti i 71 imputati che hanno scelto il rito abbreviato al processo Aemilia. Per Gerrini, cui il pm Marco Mescolini l’altro giorno aveva riservato parole durissime, è stata richiesta anche l’applicazione dell’aggravante prevista dall’articolo 7, ovvero l’avere favorito nella commissione del reato di abuso d’ufficio una organizzazione mafiosa. Considerato per altro che nel rito abbreviato, oltre alla discussione a porte chiuse, è prevista la riduzione della pena di un terzo, risulta evidente che per i magistrati di Aemilia Gerrini meritasse 6 anni di reclusione quale pena base. Ad inchiodarlo, secondo la tesi investigativa, anche l’ultima perizia sui supporti informatici sequestrati al tecnico del comune di Finale. Nei quali sarebbero emerse evidenti interazioni con i titolari dell’azienda Bianchini costruzioni, tesi sostanzialmente a favorire quest’ultima nell’aggiudicazione degli appalti. La posizione di Gerrini era sembrata alleggerirsi quando l’imputato aveva chiesto di essere sottoposto ad interrogatorio. Nel corso del quale, con l’assistenza dell’avvocato Pierfrancesco Rossi, Gerrini aveva ribattuto punto su punto sostenendo che, soprattutto per i cantieri della ricostruzione aveva operato fianco a fianco del sindaco Ferioli e del suo assessore, i quali non sono mai stati ufficialmente indagati. Il pm Mescolini aveva rinunciato al controinterrogatorio, ma all’inizio della sua requisitoria proprio su Gerrini ha concentrato molte delle sue energie, sostenendo tra l’altro che il tecnico aveva agito all’insaputa del sindaco. (alberto setti)

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