Iniziativa a tutela del Lambrusco
Trenta consiglieri (maggioranza e opposizione) sollecitano la giunta
La tutela del vino Lambrusco al centro dell’attenzione in Regione. Oltre trenta consiglieri regionali di maggioranza e opposizione, prima firmataria Luciana Serri (Pd), hanno depositato una risoluzione che sollecita alla Giunta dell'Emilia-Romagna una serie di azioni a tutela del Lambrusco.
Sottoscritta anche da esponenti Ln, Sel, M5s, Fi e Fdi-An, chiede di intensificate l'opposizione alla liberalizzazione della denominazione favorendo il coordinamento delle iniziative di Regione, Ministero, europarlamentari, produttori e consorzi vinicoli per una piena, effettiva e definitiva tutela del carattere locale e della peculiarità del vitigno e delle produzioni Dop e Igp con il suo nome, rafforzandone il vincolo con il territorio originario e scongiurando il rischio di un pronunciamento giudiziale che li privi dell'adeguata protezione. Le uve da Lambrusco sono coltivate principalmente nelle province di Modena, Reggio Emilia, Parma e Mantova. Alla Giunta regionale si chiede di sostenere «la tutela della produzione del vino Lambrusco attraverso il riconoscimento a livello comunitario europeo e di continuare a sostenere la promozione della filiera agroalimentare regionale». La filiera è costituita oggi da circa 8.000 aziende viticole, 20 cantine cooperative, 48 aziende vinicole con più di 1.000 addetti. Ora la Commissione europea (Direzione generale Agricoltura e sviluppo rurale) vuole rivedere il regolamento che tutela i vini Dop e Igp, in particolare per tutte le denominazioni di vini registrate e protette, che vedono la Dop costituita dal nome del vitigno autoctono affiancato dal nome della regione geografica. La potenziale proliferazione di etichette fuori dalla zona d'origine colpirebbe i consumatori compromettendo la chiarezza di informazioni sui prodotti e danneggiando la competitività.
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