Pavullo le indagini sulla "maestra cattiva". Carabinieri sequestrano documenti nella Direzione didattica
I carabinieri in azione a metà giornata dopo l’incontro tra dirigente e gruppo di genitori Saranno ascoltati tutti i docenti, i bidelli e i familiari dei bimbi. Già nominata una sostituta
PAVULLO. Dopo l'arresto, la sfilza di interrogatori. I carabinieri di Pavullo hanno convocato in caserma praticamente tutta la scuola “Mariele Ventre” per approfondire nei minimi dettagli ciò che è accaduto tra le sue mura e come sia stato possibile che la maestra Manuela Giacomozzi sia stata protagonista di almeno una trentina di episodi contestati ai danni dei bambini, che vanno dalle offese al maltrattamento. I militari vogliono vederci chiaro, e per questo hanno già cominciato a sentire l'intero corpo docente e non (compresi i bidelli) e ovviamente tutti i genitori, non solo quelli della sezione dove lavorava la maestra.
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Le testimonianze serviranno per completare il quadro d'indagine e acquisire elementi, certo, ma anche per capire se c'è qualcun altro da iscrivere nel registro degli indagati per non aver denunciato il fatto. Caso insomma più che mai aperto, come ha testimoniato anche ieri l'arrivo verso le 13 dei carabinieri in Direzione didattica per acquisire ulteriore documentazione. Proprio qui poco prima si era svolto dalle 10 un sentito incontro tra la responsabile Tiziana Biondi e i rappresentanti dei genitori delle varie sezioni dell’asilo. La dirigente al termine non ha voluto rilasciare dichiarazioni, e gli stessi genitori sono usciti in fretta senza alcun commento. In seguito però a freddo l'incontro è stato definito positivo dai diretti interessati, che hanno ricevuto comunicazione intanto dell'arrivo di una supplente al posto della Giacomozzi.
Poi si è parlato di come fare passare il momento ai bambini in modo il più possibile sereno, con la raccomandazione di cercare di farsi vedere tutti tranquilli davanti a loro e trasmettere la sensazione all'ambiente. E' stata lanciata anche l'idea di fare intervenire uno psicoterapeuta, ovviamente in incognito, per dare una mano e soprattutto capire da un punto di vista specialistico se ci sono piccoli o grandi traumi da superare. Intanto, si è appreso che la Giacomozzi è già stata sospesa dalla sua funzione con provvedimento della Direzione scolastica provinciale, che ha disposto l'allontanamento subito dopo aver appreso della notizia dell'arresto.
Un'operazione eseguita alle 6.50 del mattino direttamente a casa della maestra, che quindi lunedì non ha avuto nemmeno modo di mettere piede in classe: è stata accompagnata in caserma per la notifica del provvedimento e poi di nuovo a casa con obbligo di non allontanarsi. I carabinieri che sono stati visti da alcune persone residenti intorno alla scuola erano solo una pattuglia di passaggio per accertarsi che tutto andasse bene: in divisa nessuno è mai entrato, per delicatezza verso i bambini che si sarebbero certamente interrogati su figure vestite in modo particolare. Sono invece entrati in altro modo nelle settimane precedenti, per posizionare le telecamere ad alta definizione che hanno permesso di documentare quello che succedeva.
Non erano tenuti a darne comunicazione a nessuno, perché in possesso dell'autorizzazione della Procura, e non l'hanno fatto a tutela dell'efficacia dell'operazione: se qualcuno avesse saputo, anche tra lo stesso corpo docente, avrebbe potuto avvertire la maestra, che probabilmente avrebbe cambiato la sua condotta sapendo di essere spiata, impedendo di acquisire prove. E magari dopo qualche tempo il problema si sarebbe riproposto. Così invece in nemmeno un mese d'intervento dalla denuncia (considerata la pausa natalizia) si è raccolto già tutto il necessario per l'arresto.
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