Gli inquilini del Comune di Modena: chi ha lo sconto e chi no
Chi sono e quanto pagano di canone all’anno sui fabbricati dell’amministrazione C’è chi versa delle quote di decine di migliaia di euro e chi ha forti agevolazioni
MODENA. C'è un po' di tutto negli affitti applicati dal Comune su fabbricati pubblici nei quali sono posizionati per lo più associazioni culturali e sociali, ma anche enti che producono reddito e anche qualche attività commerciale.
LE CIFRE. Le cifre che il Comune richiede per la locazione, resi possibili da una legge del 2013, appaiono in alcuni casi vicini a valori di mercato (un po' sotto a dire il vero) mentre in alcuni casi le cifre sono davvero lontanissime da quanto pagherebbe un comune mortale. Modena come Roma, dov'è scoppiato il caos affitti proprio in questi giorni? Proprio no, anche se qualche caso forse merita maggiori approfondimenti.
La stragrande maggioranza di questi fabbricati dei modenesi sono occupati da associazioni - non sempre di primo piano - che secondo il regolamento pagano spesso cifre ridicole. Abbassate per legge anche dell'80-90%. Bocciofile, associazioni ricreative e altri che si occuano di recitazione, gruppi che si occupano di droga o degli alcoolisti anonimi. Accanto a questi però ci sono anche le basse cifre che pagano alcune sedi dell'Arci e delle Acli, enti che definire "poveri" non è proprio possibile. In via Adelardi, in centro, un circolo Arci ampio circa 400 metri quadrati paga appena 1480 euro l'anno, 123 euro al mese, mentre per un'altra sede in via Navagero la cifra è di 307 euro (25 euro al mese).
Lo stesso per l'Acli provinciale: in via Morandi, per 3 uffici - nei pressi dell'exAmiu - che ha in concessione, paga 1152 euro l'anno (96 euro ogni mese). Certo parliamo di associazioni meritorie che però fanno anche tesseramento e attività economiche per il loro sostentamento e per i cittadini.
SPULCIANDO GLI ELENCHI Spulciando negli elenchi- viene alla luce anche: una caffetteria di piazzetta delle Ova che sborsa al Comune 1208 euro l'anno (100 euro al mese) per uno spazio di 18 metri quadrati ad uso deposito in piazza Grande. Ma in piazza Grande c'è anche una tabaccheria che di metri ne occupa 142 e paga un canone annuo di 21mila euro (1750 al mese). La cifra d'affitto più alta il Comune la percepisce da Hera, multiutility controllata con cui ha molte concessioni, che gli sgancia un milione e 134mila euro l'anno. E poi ci sono casi rari, come alloggi assegnati in concessione dal Comune ad alcuni custodi. Un esempio: in viale Reiter una famiglia paga per un appartamento di 66 metri 5mila euro di affitto l'anno, 427 euro al mese. Altre curiosità. In via San Paolo varie aziende telefoniche sono collocate tutte allo stesso civico, pagando ognuna 21mila euro.
Altre attività commerciali pagano, poco o tanto lo dirà il lettore: l'azienda Baluardo della Cittadella in piazza Tien An Men sborsa ben 68mila euro l'anno, in via Malavolti la Cir Food fi Reggio paga invece 456mila euro. Poi il patrimonio residenziale pubblico del Comune che è interamente gestito dall'agenzia pubblica Acer, come stabilito dalla Regione.
Gli alloggi, circa 2500, sono una delle risposte che il Comune mette a disposizione per rispondere al disagio abitativo e sono per intero assegnati sulla base di graduatorie e di normative trasparenti. Al di fuori di questo patrimonio il Comune dispone direttamente di altri 90 alloggi per situazioni temporanee di emergenza, appartamenti che sono assegnati con concessioni annuali. Le proposte di assegnazione vengono fatte dai servizi sociali comunali o dall'ufficio casa per far fronte a particolari situazioni di difficoltà. I 90 alloggi sono gestiti da una cooperativa apposita. Inoltre il Comune gestisce direttamente una decina di altri appartamenti per far fronte a particolari situazioni di emergenza. L'Agenzia casa, invece, gestisce 350 alloggi dati da piccoli proprietari privati in locazione al Comune con la clausola del subaffitto, anche questi assegnati tramite una graduatoria con canone calmierato.
IMU AGEVOLATA. Su tali immobili, inoltre, i proprietari potranno godere di tariffa Imu agevolata e di altri incentivi di carattere normativo e fiscale. Infine il patrimonio pubblico della Provincia che al comando ha il medesimo sindaco Muzzarelli in qualità di presidente. In tutto si tratta di 16 stabili adibiti perlopiù ad attività istituzionali, per i quali la Provincia guadagna ogni anno poco meno di 500mila euro totali di affitto. A Modena sono tre: il bar del Barozzi, in viale Martiri gli uffici della Prefettura e varie palestre in giro per il territorio. La Provincia è proprietaria anche di 20 alloggi a Castelfranco Emilia (4), Modena (6), Sestola (8) e Savignano (2) che sono edilizia popolare e sono gestiti da Acer: l'ente locale non incassa nulla e i canoni sono impiegati da Acer per manutenzioni e gestione.
ECCO L'ELENCO DI TUTTI GLI AFFITTI AGGIORNATI AL 31 DICEMBRE
fabbricati-2015.pdf by Andrea Marini
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