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La maestra di Pavullo interrogata dal giudice «Accuse esagerate, liberatemi»

La maestra di Pavullo interrogata dal giudice «Accuse esagerate, liberatemi»

Gli avvocati di Manuela Giacomozzi: «Abbiamo contestato le accuse, spiegheremo anche meglio al pubblico ministero» Ma le indagini proseguono e si ipotizzano gli avvisi di garanzia per chi “non vedeva e non sentiva”

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PAVULLO. Manuela Giacomozzi nega i maltrattamenti ai bambini della materna “Ventre”, e promette una adeguata spiegazione degli episodi che le vengono contestati nell’imminente interrogatorio che renderà davanti al pubblico ministero titolare delle indagini, dottor Marco Imperato.

La maestra agli arresti domiciliari, previa autorizzazione del giudice, ieri di buon ora si è recata in tribunale a Modena, per l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice che ha emesso l’ordinanza cautelare, dottoressa Eleonora De Marco. L’esame si è protratto per circa un’ora, con l’assistenza dei suoi legali, avvocati Roberto Bortolotti e Ruggero Castelli. I quali, nell’evidente tentativo di ridurre il livello di attenzione mediatica e soprattutto popolare che la vicenda ha innescato, si sono affidati ad un laconico comunicato: «La Signora Giacomozzi - hanno scritto ieri gli avvocati - ha, questa mattina, contestato gli addebiti così come le sono stati mossi ed enfatizzati sui mass media davanti al Gip di Modena. Riservandosi, peraltro, di fornire la propria spiegazione dei singoli episodi al Signor Pubblico Ministero, presso il quale in tempi brevi si procederà a nuovo interrogatorio».

«I difensori hanno avanzato richiesta di rimessione in libertà dell’indagata», su cui ora deciderà il Gip. «L’auspicio dei legali è che il clamore mediatico e le violenze verbali che in questi giorni hanno imperversato in Provincia e oltre possano in qualche modo attenuarsi per lasciare spazio ad una più serena valutazione dei fatti».

Nell’ottica di stoppare un livello di attenzione alto ed inevitabilmente emotivo, ieri si sono registrate anche le parole del sindaco Canovi e, in serata, la decisione di annullare la manifestazione davanti all’asilo. Ma, per quanto si possano disinnescare i dibattiti e gli interventi sui social (per la verità sta succedendo il contrario e non così spesso con toni volgari), e per quanto si cerchi di sottrarre all’attenzione dei mezzi di informazione l’evolversi della vicenda, Procura e carabinieri continuano a lavorare. Eccome. I militari del nucleo operativo hanno infatti iniziato a convocare a tappeto i genitori di oltre 20 bambini che frequentano la sezione S della materna. In vista del nuovo interrogatorio della Giacomozzi, si cercano ulteriori riscontri a quanto già oggettivamente cristallizzato in dieci giorni di intercettazioni ambientali, video e sonore. Poichè i carabinieri hanno acquisito (non sequestrato) in direzione didattica gli elenchi di tutti i bambini iscritti, è logico supporre convocati anche i genitori delle altre sezioni, visto peraltro che molti dei bambini sono stati presi di mira nei momenti di comunità. Poi sarà inevitabilmente la volta di insegnanti e bidelli. Perchè potrà sembrare scomodo o fastidioso, ma è inevitabile che ci sia ogni verifica, e non solo a carico della Giacomozzi, ma anche di quanti sapevano e non hanno mosso un dito.

Dall’aria che tira e dalle circostanze dei fatti, è evidente che oggi qualcuno si trovi proprio in quelle “scomode” condizioni. E che conseguentemente, con le tutele garantiste della legge, che vengano valutati altri avvisi di garanzia, a contorno del reato di cui è accusata l’insegnante. La quale, in attesa della decisione del Gip, resta a casa, con il divieto di comunicare all’esterno e la possibilità di ricevere la visita dei soli famigliari.

Alberto Setti

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