«Le auto corrono troppo, qui ci scappa il morto»
Nonantola. Dopo l’investimento del ciclista, i residenti di Campazzo insorgono «Le vetture sfrecciano a velocità eccessiva: servono dei dossi e più illuminazione»
NONANTOLA. Il grave incidente d’auto verificatosi alcuni giorni fa alla frazione Campazzo riaccende l’attenzione su temi che si chiamano alta velocità, segnaletica, manutenzione, illuminazione. Quando le condizioni atmosferiche riducono la visibilità, la sicurezza diventa autentica opzione.
Sabato scorso la nebbia era fitta e quando a metà pomeriggio la Citroen C3 guidata da una giovane nonantolana è andata ad impattare contro la bicicletta del cinquantenne Marmaoul Salah (ancora ricoverato in gravi condizioni) gli abitanti hanno rinfocolato il tema. I due problemi centrali sono illuminazione, quasi inesistente, e velocità delle autovetture. Su strade come via Luigi Carlo Farini, via Palazzo Riva, via Bertoldina e via Colomba, al cui incrocio è avvenuto l’incidente, le macchine corrono a forte velocità anche quando il manto stradale è viscido per pioggia.
Su via Bertoldina l’alternarsi di fossati ad un rischioso transito a piedi è una costante. Su via Luigi Carlo Farini l’illuminazione è scarsa nonostante la fermata della corriera. Via Palazzo Riva replica caratteristiche simili: scarsa densità di popolazione, terre coltivate, alcuni casolari, qualche caseggiato e le auto immancabilmente viaggiano a velocità troppo elevate.
Nella frazione di Campazzo risiedono quasi trecento persone. Reclamano oggi maggior attenzione. Parla Simone Fattore, 23 anni. Abita in via Farini: «La fermata dell’autobus - spiega - è quasi al buio. Talvolta siamo noi residenti ad accendere le luci esterne per offrire un po’ di illuminazione. Quanto allo scolabus, la fermata è all’altezza della trattoria dove c’è anche un’altra fermata del trasporto pubblico. Qui le strisce ci sono, ma la velocità degli automobilisti è tale da rendere pericoloso l’attraversamento. La segnaletica non viene rispettata e noi non sappiamo cosa fare né a chi rivolgerci: chiediamo dossi, innanzitutto. Forse i semafori non sono possibili, ma i dossi sì. Un gruppo di abitanti di via Bertoldina è andato in Comune proprio per farne richiesta. Io ho parlato con alcuni vicini dopo l’incidente di sabato. Vorremmo una pista ciclabile dove sia possibile anche il percorso a piedi perché, per come siamo messi, accade che uscendo da un’area privata ci si ritrovi subito su strada, con auto che ti sfiorano e strombazzano. Che si fa, si aspetta ci scappi il morto? Siamo molto preoccupati e stiamo pensando di dare inizio ad una raccolta firme per ottenere più attenzione. Però auspichiamo anche maggior prudenza degli automobilisti».
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