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Trovate tracce d’ossigeno: il bimbo è nato moribondo

di Carlo Gregori
Trovate tracce d’ossigeno: il bimbo è nato moribondo

L’autopsia sul corpicino trovato tra i rifiuti a Spezzano indica che il piccolo forse è morto subito dopo essere venuto alla luce. Nessun segno di violenza

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Sono state trovate vaghe tracce di ossigeno nei polmoni del corpicino di sei mesi trovato nel cassonetto di Spezzano a Fiorano. Queste tracce possono essere interpretate come il segno che il bambino di sei mesi è stato partorito moribondo dalla mamma 21enne, una nigeriana clandestina che parla a stento italiano, nella casa dei suoi “amici” a Spezzano. Forse il bimbo ha fatto in tempo a respirare e poi è morto.

Dall’autopsia svolta ieri all’Istituto di Medicina legale è emerso con sicurezza che non esistono segni esterni di violenza sul corpicino. Per il resto si è trattato di una ricognizione autoptica difficile anche per un medico legale esperto, dato che è stata condotta su un corpo in miniatura che oltretutto è stato rinchiuso in un sacco buttato nella spazzatura. L’ipotesi che sia nato morto resta in piedi così come quella che sia nato moribondo e sia morto subito dopo. Meno probabile invece un aborto procurato dalla madre: non ci sono tracce esterne anche se è sempre possibile che siano stati utilizzati farmaci, come spesso avviene in questi casi. Per ora resta quindi accantonata l’ipotesi dell’omicidio: il corpicino non mostra tracce che facciano pensare a una una soppressione da infanticidio. Piuttosto, invece, è possibile che appena nato sia stato scambiato per morto e messo nel sacco ancora moribondo. In questo modo gli sarebbe stata tolta un’ultima remota chance di sopravvivere. Ma è solo un’ipotesi che ora dovrà vagliare il magistrato che segue le indagini, il pm Andrea Guerzoni. Resta insomma in piedi il reato di occultamento di cadavere per la quale sono indagati la madre e l’amico che domenica mattina l’ha accompagnata sanguinante al pronto soccorso del Policlinico insieme con un’amica. Subito dopo il parto, uno dei tre nigeriani si è sbarazzato del corpicino avvolgendolo nel sacchetto e gettandolo nel cassonetto. Lo stesso posto dove mezza giornata dopo gli uomini della Squadra mobile della Questura, con i colleghi della Squadra volante, lo hanno trovato e recuperato. Secondo gli investigatori del dottor Enrico Tassi, sarebbe stato proprio un uomo a gettare il corpo del piccolo nel pattume: è probabile che questa pista nasca da una testimonianza oculare. È un aspetto che va inquadrato con la menzogna raccontata al pronto soccorso dalla madre e dall’amica: che il parto era appena avvenuto nella sala d’attesa di una stazione ma che non ricordava dove fosse. Tra le notizie nascoste, ora è emerso che la ragazza nigeriana aveva già avuto un aborto in passato, un aspetto non trascurabile nell’indagine.

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