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Un divieto che piace alla gente «Ma sta a noi rispettare la città...»

Un divieto che piace alla gente «Ma sta a noi rispettare la città...»

«Teniamo pulito il salotto della città». È l’appello di alcuni esercenti del centro. Sono soprattutto tabaccai, ma ci sono anche gestori di bar e altri esercenti. Sono favorevoli ai trecento euro di...

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«Teniamo pulito il salotto della città». È l’appello di alcuni esercenti del centro. Sono soprattutto tabaccai, ma ci sono anche gestori di bar e altri esercenti.

Sono favorevoli ai trecento euro di multa (massimo) per chi getta le cicche a terra e all’introduzione di nuovi posacenere. I fumatori? Si dicono d’accordo. Tuttavia, basta osservare le vie per rendersi conto che non tutto va come dovrebbe. Il giro parte da corso Canalchiaro, all’incrocio con vicolo Frassone. Il primo portacenere che si trova ha quattro sigarette spente al suo interno. Poco distante, se ne trovano altre a terra.

«La maggioranza utilizzano il posacenere - garantisce Antonio Ronchetti - ma c’è sempre chi se ne frega. Bene la multa, ma servono i controlli. Il Comune può mandare i vigili o dare il compito alle associazioni».

Una decina di metri più avanti c’è un uomo che sta fumando. «Bisogna avere i portacenere dappertutto - spiega Gerardo Archidiacono - perché uno non si può mettere la cicca in tasca». I cento “rinforzi” che l’assessorato all’Ambiente intende portare entro fine anno sono un buon motivo per sperare. Un secondo strumento si trova al Chiaro Caffè. «Prima che arrivi sera - rivela Maria Papasodaro - è sempre pieno». Andando verso piazza Duomo c’è chi getta una cicca in modo corretto. «C’era bisogno di mettere i portacenere - ribadisce Anna Aquino - e serviva anche la multa: confidare nell’educazione non basta». La pensa così il titolare della tabaccheria di fronte alla cattedrale.

«Gli strumenti sono molto utili - assicura Roberto Nadalini - perché la zona è il salotto della città e prima non era un bello spettacolo. Spesso la mattina, quando spazzo per terra, vedo che ci sono cicche per terra. Da noi in molti chiedono dove possono buttarle. Tuttavia, c’è anche chi se ne frega». In largo Sant’Eufemia i mozziconi a terra crescono e si concentrano davanti alla facoltà di Lettere. Eppure, gli strumenti non mancano. «Da noi c’è sempre stato chi ha spento le sigarette nel posto giusto - spiega Raffaella Falcone - anche se qualche maleducato c’è sempre». Davanti al locale, c’è il posacenere. «Se c’è un obbligo - aggiunge Biagio Bencivenga - ci vuole anche lo strumento».

L’utilità è apprezzata anche in una tabaccheria di via Emilia Centro. «Un bene se ne aggiungono - riconosce Valentina Marigliano - la multa di trecento euro è però esagerata». In piazzetta delle Ova le cicche si contano almeno sulle dita di due mani. «La multa è un buon deterrente - ribatte Sauro Natali dall’omonima tabaccheria - e se fosse stata di dieci euro tutti se ne sarebbero approfittati. Alla fine della Fiera di San Geminiano c’era un cumulo di roba davanti da noi. Al mattino non c’era più nulla». «I posacenere sono utilissimi - conclude Anna Maria Natali - e ci sono anche i cestini: la città è ben fornita».

Gabriele Farina

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