Acli è proprietaria della sua sede
In affitto solo 3 uffici vicini. L’amministrazione spiega i regolamenti
Alcune doverose precisazioni in merito all’articolo pubblicato ieri contenente gli elenchi degli affitti dei fabbricati comunali ad enti e associazioni.
“L’eccessiva semplificazione e l’incrocio arbitrario dei dati sulle metrature e sui canoni di affitto degli spazi comunali hanno portato ad alcune considerazioni inesatte, oltre all’inappropriata attribuzione all’Amministrazione di alcuni locali di proprietà privata”.
Lo precisa il Comune di Modena in merito all’articolo sviluppato a partire da dati pubblicati sul sito dello stesso Comune in tabelle differenti, non collegate tra loro e non necessariamente riferite agli stessi immobili. Inoltre, le variabili che incidono sulla determinazione degli affitti di spazi comunali sono numerose e non rendono le situazioni facilmente confrontabili.
In particolare, ad esempio, lo spazio in via Morandi dato in locazione all’Acli non è quello riprodotto nella fotografia, che corrisponde a un diverso numero civico ed è di proprietà dell’Acli e di privati (errore di cui ci scusiamo con i lettori e gli interessati). Il locale dato in affitto dal Comune all’Acli è un ambiente, vicino, all’interno del retrostante complesso dell’ex Amiu e la cifra riportata in tabella di 1152 euro è riferita solo ad alcuni mesi dell’anno in quanto il locale è stato in seguito reso inagibile a causa di infiltrazioni d’acqua.
PIAZZA GRANDE. Lo spazio dato in affitto in piazza Grande a 1208 euro all’anno non è il locale destinato a bar, di cui il Comune non è proprietario, ma uno sgabuzzino a lato, di 9 metri quadrati, concesso al gestore della caffetteria. Particolare confermato anche da Silvia Lugli che ci scrive «i locali del Bar Caffetteria La Piazza sono di proprietà di un privato, mentre l'articolista si riferisce a un piccolo locale adibito a mero deposito a uso del bar, di proprietà del Comune sito in piazzetta delle Ova».
CHIOSCO A TEMPO. Il canone d’affitto del chiosco di piazza Matteotti, concesso a Modenamoremio, corrisponde a un periodo che va dal 23 novembre all’8 gennaio e non all’intero anno, e in via degli Adelardi il locale in affitto agevolato per l’associazione Arci ha una metratura inferiore ai 400 metri quadrati indicati nell’articolo.
LE AGEVOLAZIONI. Il Regolamento comunale prevede la possibilità di assegnare gli spazi a canoni agevolati rispetto al valore stimato di mercato, con un abbattimento dell’80 per cento nel caso di associazioni culturali, del 90 per cento di associazioni sociali o del 100 per cento in caso di associazioni che si occupano di recupero di tossicodipendenti o simili.
Sono inoltre previste altre tipologie di convenzioni, come ad esempio l’affidamento gratuito in gestione di uno spazio (talvolta accompagnato da contributo economico) in caso di attività aperte a tutti. Variazioni in aumento di canoni rispetto alle basi d’asta possono inoltre dipendere da rialzi offerti dai soggetti in sede di gara pubblica, e in casi specifici è inoltre possibile ridurre il canone di affitto a fronte di lavori di manutenzione di cui gli spazi locati necessitano.
LE PROPRIETÀ ACLI. «I locali della sede delle Acli, pubblicata ieri a pagina 11, sono di proprietà delle Acli provinciali dal 2007 e comprendono esclusivamente il piano terra dove hanno sede: le Acli provinciali, il patronato nazionale e Acli service Modena srl». Lo precisano le Acli di Modena che aggiungono «I locali che per qualche mese abbiamo avuto in affitto dal Comune di Modena si trovavano all'interno dell'ex Amcm e avevano complessivamente una metratura di circa 40 mq temporaneamente destinati a ospitare i giovani delle Acli. Locali che sono divenuti inagibili, come detto, dopo pochi mesi dall'inizio della locazione».
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