Gazzetta di Modena

Modena

Carabinieri di Modena, un anno in prima linea

di Francesco Dondi
Carabinieri di Modena, un anno in prima linea

Oltre 4500 denunciati e reati in calo ma il colonnello Savo non abbassa la guardia: «La criminalità sta cambiando. Alzare la soglia della prevenzione da parte dei cittadini»

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Tremila reati in meno rispetto ad un trend che tra il 2009 ed il 2014 ha sempre oscillato dai 35mila ai 37mila, ma soprattutto la convinzione che i criminali si possono contrastare in due modi: adeguandosi alle loro nuove strategie e con corretti comportamenti da parte dei cittadini. Ma Stefano Savo, comandante provinciale dei Carabinieri, sa bene quanto sia importante l’attività dell’Arma, presidio e avamposto di legalità nei 47 Comuni modenesi. Un modo di lavorare talvolta sotto traccia, ma che trova poi conferme nei numeri, emblematici nella loro semplicità interpretativa.

Certo, la percezione di insicurezza che denunciano i cittadini non troverà sollievo nella riduzione dei reati, ma c’è la necessità di partire dai dati positivi, utili ad avere un’ulteriore riprova degli sforzi fatti dai Carabinieri per tutelare la libertà individuale di ogni cittadino. Persone che a loro volta devono essere più partecipi nella vigilanza attiva, mettendo in atto quelle “buone pratiche” utili a scongiurare l’aggressività dei banditi. Ecco allora il consiglio di chiudere casa quando si esce oppure di non lasciare oggetti incustoditi in auto, ma soprattutto quello di non avere timori a contattare il 112, il numero d’emergenza dell’Arma che nel 2015 ha registrato appena 186 telefonate di allarme in tempo reale. Perché segnalare giri sospetti o persone poco raccomandabili aiuta i militari ad intervenire tempestivamente, magari per arrestare i banditi (sono 439 le persone ammanettate) o per trasformare le denunce (4500 quelle totali) in fermi in flagranza.

«È stato un anno non facile - ammette il colonnello Savo - per interventi e sforzi che i Carabinieri hanno voluto mettere in campo. La criminalità ha cambiato modalità operative e noi abbiamo il dovere di adeguarci, modificando la nostra capacità d’azione. Bisogna capire che i banditi si adattano alle nuove norme sociali e legislative, non sono statici e l’Arma non vuole cedere il passo».

Non abbassare la guardia significa anche coraggio, quello mostrato da un trentina di carabinieri - il colonnello fa vedere la lunga lista - malmenati mentre si trovavano in servizio. Sono i rischi del mestiere, dirà qualcuno, ma sono anche sinonimo di grande senso di responsabilità verso i cittadini e la divisa che indossano.

Se il 2015 si chiude con un segno “meno” nelle statistiche dei reati più diffusi, il 2016 parte con tre grandi direttrici operative. «Sono aumentati i borseggi e gli scippi in zone familiari - ammette Savo - e quindi dobbiamo intervenire per proteggere le fasce più esposte, compresi gli anziani purtroppo vittime di truffe; continuerà la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata; un’attenzione particolare la riserveremo alle sostanze stupefacenti. Abbiamo notato che i prezzi al dettaglio sono in calo e il margine di guadagno si assottiglia. E allora gli spacciatori commettono anche altri reati per sopravvivere così come anche i piccoli grossisti cercano i soldi per acquistare le partite di droga commettendo ulteriori crimini. Abbiamo riscontrato che almeno il 60% dei fermati per droga hanno precedenti anche per altre situazioni illegali».

Sulla lista degli obiettivi da raggiungere c’è, non per ultima, la sensibilizzazione dei cittadini. «Vogliamo fornire un contributo alla legalità - aggiunge Stefano Savo - Ringraziamo sindaci, parrocchie, scuole e associazioni che ci permettono di incontrare le persone e spiegare come possono difendersi, ben sapendo che i Carabinieri sono sempre a disposizione».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google