Cultura, Cavazza sotto accusa
Mostra al Mata e ritorni sulla città: critiche da Forza Italia e Per Me Modena
Se l’assessore Cavazza fosse una persona seria presenterebbe le proprie dimissioni di fronte allo scarso risultato ottenuto dalla mostra organizzata alla manifattura Tabacchi “Il Manichino della Storia” parole di Andrea Galli, capogruppo in consiglio comunale di Forza Italia. Galli contesta le considerazioni dell’assessore alla Cultura di Modena per sottolineare il grande successo della mostra. «Non ha senso considerare un successo la mostra solo perché ha avuto più visitatori delle precedenti in città - rileva Galli - Questa mostra a detta dell’amministrazione era una mostra di livello internazionale. Quindi i termini di paragone sono con quelle di livello analogo. Qualche esempio? La classifica 2014, anno di cui hanno tutti i dati completi, Bologna con Vermeer ha raccolto 350mila visitatori, Roma con Frida Kahlo 332mila, Milano con le Mostre su Klimt, Warhol, Kandinsky ha superato sempre i 300mila visitatori. Nel 2015 alla GAM di Torino, 140mila visitatori nei primi 20 giorni con punte di 3mila; Hayez a Milano, 28mila nei primi 20 giorni; per non parlare di Tiziano a Roma con una media, al giorno, di 2mila400 visitatori. Vero. Sono grandi nomi in grandi città. Ma anche a Vicenza la mostra sui “Notturni”, a Padova Pietro Bembo, a Verona Tamara de Lempitcha, a Forli, Brescia, Mantova, Ferrara i numeri sono stati molto più lusinghieri di quelli di Modena».
Galli rileva poi che non c’è stata la tanto strombazzata visibilità annunciata per la città «Alcuni articoli a pagamento, alcuni articoli sui giornali locali e poi, praticamente, null'altro; poi, sentir dire che Modena è una delle poche città che investe sulla Cultura è una bugia di dimensione cosmiche a cui solo uno sprovveduto può credere. - rileva e rincara - La verità è che si è voluto fare un piacere a chi aveva un immobile desolantemente vuoto e a chi voleva organizzare una Mostra “arrafazzonata” senza un filo logico d'interesse oltre il Secchia e il Panaro che, palesemente, non interessava a nessuno usando i denari dei modenesi»
Il consigliere di per Me Modena Marco Chincarini invita invece a guardare oltre i numeri. «Non dobbiamo limitarci alla sola lettura dei numeri, bensì (fondamentale) chiederci quale ricaduta ci sia stata sulla città e che messaggio si sta dando a quanti decidono di venire in visita per godere delle mostre che proponiamo. - spiega - Chi sono stati i visitatori intervenuti? Lo hanno fatto solo perché attratti dalla mostra o anche per altro? E dopo, si sono trattenuti ulteriormente? Hanno cercato altro da visitare? La città è stata all'altezza di proporre loro anche altro? Li abbiamo aiutati a “crescere”? Se non c'è risposta a queste domande e manca una direzione chiara, allora continueremo a spendere soldi (e in questo caso anche tanti), proseguendo anche in futuro a chiederci ancora perché!», conclude Chincarini aggiungendo. «Anche in base a ciò auspichiamo che l'occasione, motivo per queste riflessioni, serva anche a riaprire il dialogo e il confronto, oltre che con i grandi istituti pure con gli artisti locali, le associazioni culturali e chiunque ne senta l'urgenza».
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