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Frecciatine al fair play nella sfida in casa del Pd

di Daniele Montanari
Frecciatine al fair play nella sfida in casa del Pd

Pavullo. Sala gremita in vista delle primarie per scegliere il candidato sindaco Stefania Cargioli ed Stefano Iseppi a tutto campo, dal centro storico all’ospedale

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PAVULLO. Confronto all’insegna del fair play giovedì nell’ambito delle primarie Pd che domani decideranno chi fra Stefano Iseppi e Stefania Cargioli correrà a sindaco. I due si sono presentati davanti a una sala dell’Unione gremita, con qualche frecciatina ma senza polemiche.

«Mentre altri si autoincoronano candidati sulla base di non si sa quale percorso – ha premesso il segretario del Pd Thomas Facchini – noi diamo la parola alla gente, per aprire una nuova stagione di coinvolgimento».

A motivazione della candidatura, Iseppi ha ricordato la passione politica portata avanti da una vita («non penso sia un difetto ma un merito») e competenza ed esperienza maturate in questi anni da assessore, sottolineando però la necessità di uno scatto («dobbiamo rimanere noi stessi cercando di innovare, partendo da lavoro e impresa») e richiamando la centralità programmatica dell’estensione della banda larga per creare competitività. La Cargioli ha evidenziato il bisogno di «un cambio di passo su alcuni temi», a partire da cultura e ambiente, ricordando la sua appartenenza al partito «già dalla nascita, anche se spesso qualcuno vuole farmi sentire ospite e anche se a volte ho contestato il fatto che sono state spalancate porte a persone con cui faccio fatica a condividere gli stessi ideali». Ha quindi rivendicato da imprenditrice «un approccio ai problemi più pragmatico e libero», dicendo che serve «maggiore determinazione per dare un’immagine più dinamica di Pavullo».

Concordi entrambi sulla necessità di dare una risposta rapida alle imprese e di tutelare l’ospedale all'interno di una sanità che cambia, i due si sono punzecchiati un po’ sul centro storico: «Lo vedo in grande sofferenza – ha detto la Cargioli – ha bisogno di un’attenzione particolare».

«Deve essere un punto d'incontro tra le esigenze dei commercianti e di chi lo vive – ha detto Iseppi – ma in un disegno complessivo: evitiamo di segmentare».

E frecciatine anche sul Poc: «È un documento urbanistico chiave – ha rimarcato Iseppi – che dà risposte a chi vuole investire».

«Io allora l’avrei approvato a inizio mandato», ha ribattuto la Cargioli. «Abbiamo dovuto fare i conti con una burocrazia che va cambiata – ha controreplicato Iseppi – ci sono Comuni che non hanno neanche cominciato».

Sentito l’appello finale. La Cargioli, ricordando che non esistono accordi preventivi, ha invitato a guardare al possibile ballottaggio e quindi al candidato «che può allargare di più l'elettorato» senza fare «una conta interna al partito». Iseppi le ha detto di non considerarsi «un corpo estraneo», invitando a «tenere insieme le energie dopo il 7, perché solo così si vince».

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