Frecciatine al fair play nella sfida in casa del Pd
Pavullo. Sala gremita in vista delle primarie per scegliere il candidato sindaco Stefania Cargioli ed Stefano Iseppi a tutto campo, dal centro storico all’ospedale
PAVULLO. Confronto all’insegna del fair play giovedì nell’ambito delle primarie Pd che domani decideranno chi fra Stefano Iseppi e Stefania Cargioli correrà a sindaco. I due si sono presentati davanti a una sala dell’Unione gremita, con qualche frecciatina ma senza polemiche.
«Mentre altri si autoincoronano candidati sulla base di non si sa quale percorso – ha premesso il segretario del Pd Thomas Facchini – noi diamo la parola alla gente, per aprire una nuova stagione di coinvolgimento».
A motivazione della candidatura, Iseppi ha ricordato la passione politica portata avanti da una vita («non penso sia un difetto ma un merito») e competenza ed esperienza maturate in questi anni da assessore, sottolineando però la necessità di uno scatto («dobbiamo rimanere noi stessi cercando di innovare, partendo da lavoro e impresa») e richiamando la centralità programmatica dell’estensione della banda larga per creare competitività. La Cargioli ha evidenziato il bisogno di «un cambio di passo su alcuni temi», a partire da cultura e ambiente, ricordando la sua appartenenza al partito «già dalla nascita, anche se spesso qualcuno vuole farmi sentire ospite e anche se a volte ho contestato il fatto che sono state spalancate porte a persone con cui faccio fatica a condividere gli stessi ideali». Ha quindi rivendicato da imprenditrice «un approccio ai problemi più pragmatico e libero», dicendo che serve «maggiore determinazione per dare un’immagine più dinamica di Pavullo».
Concordi entrambi sulla necessità di dare una risposta rapida alle imprese e di tutelare l’ospedale all'interno di una sanità che cambia, i due si sono punzecchiati un po’ sul centro storico: «Lo vedo in grande sofferenza – ha detto la Cargioli – ha bisogno di un’attenzione particolare».
«Deve essere un punto d'incontro tra le esigenze dei commercianti e di chi lo vive – ha detto Iseppi – ma in un disegno complessivo: evitiamo di segmentare».
E frecciatine anche sul Poc: «È un documento urbanistico chiave – ha rimarcato Iseppi – che dà risposte a chi vuole investire».
«Io allora l’avrei approvato a inizio mandato», ha ribattuto la Cargioli. «Abbiamo dovuto fare i conti con una burocrazia che va cambiata – ha controreplicato Iseppi – ci sono Comuni che non hanno neanche cominciato».
Sentito l’appello finale. La Cargioli, ricordando che non esistono accordi preventivi, ha invitato a guardare al possibile ballottaggio e quindi al candidato «che può allargare di più l'elettorato» senza fare «una conta interna al partito». Iseppi le ha detto di non considerarsi «un corpo estraneo», invitando a «tenere insieme le energie dopo il 7, perché solo così si vince».
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