Lavoro: le donne lasciano per i figli, tante già al primo anno
Una ricerca in Emilia Romagna: nel 2015 in regione 3522 lavoratori hanno lasciato il posto, di questi ben 2509 erano donne
MODENA. Le donne lasciano (ancora) il lavoro per prendersi cura dei figli appena nati. Gli uomini, invece, spesso cambiano azienda perchè non vanno d'accordo col capo. E' questa la fotografia che emerge dai dati raccolti dalla Direzione territoriale del lavoro di Bologna e che riguarda l'intera Emilia-Romagna.
Una statistica presentata in Regione nel corso di un seminario organizzato dall'Ufficio delle consigliere regionali di parità. Nel 2015 sono state 3.522 le convalide di dimissioni presentate da lavoratrici in gravidanza e lavoratori con figli fino ai tre anni di età: 2.509 sono donne, 1.013 Uomini.
La maggior parte delle dimissioni (55%) avviene tra i 26 e i 35 anni e riguarda soprattutto le italiane (55%). Tra gli stranieri i numeri sono ancora piuttosto limitati, tanto che gli uomini italiani che si dimettono sono di più di tutti i lavoratori stranieri messi insieme (uomini e donne, europei ed extra ue).
La gran parte delle convalide riguarda lavoratori e lavoratrici che hanno un solo figlio, per lo più (2.040) Nel primo anno di vita, quando vige il divieto di licenziamento. Ma oltre 1.500 genitori lasciano il lavoro quando il bambino ha un'età tra uno e tre anni.
Le dimissioni avvengono più di frequente in aziende piccole (1.839 In imprese con meno di 15 dipendenti), quando si ha poca anzianità di servizio (fino a 10 anni) e minore qualifica: sulle 2.500 Donne che hanno detto "basta", 1.241 Erano impiegate e 1.127 Operaie. Non è un caso, del resto, se la principale motivazione legata alle dimissioni da parte delle lavoratrici è il non accoglimento al nido del figlio: 655 casi, solo nove invece gli uomini. Ma pesano anche la mancanza di un aiuto da parte della famiglia per la cura del bambino (462 donne, 15 gli uomini) e i costi troppo alti da sostenere per pagare l'asilo o una baby sitter.
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