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Modena, libri fatti su misura per raccontare la vita delle persone amate

Modena, libri fatti su misura per raccontare la vita delle persone amate

Elena e Gabriele hanno creato la casa editrice Lily’s Books. Preziosi volumetti in unica copia per regali personalizzati

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MODENA. Nasce da Modena il “libro su misura”. A lanciarlo Elena Tsoutsis e Gabriele Al-Khrisha. Due giovani che hanno scelto di unire i loro talenti per creare Lily’s Books. «Non è una casa editrice - spiega l’ex studente dell’istituto Fermi - ma un progetto in cui si trasforma un’idea in un regalo personale».
Se “Galk” si occupa della grafica, la scrittura è affidata alla diplomata al liceo Sigonio. «Elaboro le informazioni che ricevo - aggiunge la ragazza - cercando di cogliere il senso profondo della persona. È bellissimo sapere che ogni persona ha bisogno della sua storia, anche se non crede di essere particolare. Di solito ci comunicano il messaggio da trasmettere, altrimenti lo ricerco io».


I due giovani e intraprendenti imprenditori hanno già aperto un sito (www.lilybooks.it) e iniziato a stampare. In internet non si trovano i racconti, ma le copertine.
Ogni libro è rilasciato in due copie: uno per il cliente, l’altro per gli autori. La raccoglitrice di storie è anche la “Lily” del nome. Un termine che in inglese significa sia giglio sia puro. «Scrivo da sempre - riprende la studentessa di psicologia clinica all’università di Firenze - e “Lily” è un nomignolo che mi è sempre piaciuto, sin da piccola». Per partire serviva un incontro. «Ero molto scettica all’inizio - assicura la giovane - perché non so quante persone apprezzino un libro come regalo, anche se è su di sé. Non penso che avrei mai saputo aprire un sito». Una mano è giunta da Gabriele. L’ex studente del Fermi, fondatore di The Render e mente del programma Tabu, ha messo in campo la sua esperienza. «Ho utilizzato Wordpress - rivela “Galk” - dall’idea alla realizzazione sarà passato circa un mese e mezzo».


Quanto tempo serve per un libro?
«Mediamente venti ore di lavoro - risponde il giovane - di cui dieci di scrittura e dieci d’impaginazione».
 

In pratica, entrambi pensano al senso da dare al racconto: l’una con le parole, l’altro con le immagini. Potete dire di no a un progetto?
«Non è passabile ogni idea - replica Gabriele - anche se poi il libro non è distribuito. Se una persona vuole parlare di droga, per esempio, valutiamo la situazione. Se il racconto va a migliorare il soggetto allora magari sì. È ovvio che la voglia di scrivere c’è sempre e ogni storia può essere interessante, ma ci sono alcuni limiti».
Il prezzo è “contrattato”. «Più è interessante la storia - aggiunge il curatore grafico - più andiamo incontro alla persona».
 

La parte grafica prosegue con la copertina.
«Se una persona lavora nel mondo della moda - assicura il giovane - allora possiamo realizzarla con tessuti, magari strappati. Se lavora nel settore della tecnologia si può mettere qualche scheda sulla copertina».
 

I limiti, in questo caso, appaiono quelli della fantasia. Il progetto è partito a dicembre. Si può pensare a nuovi ingressi nella squadra?
«Il problema sarebbe trovare chi scrive bene - replica “Galk” - perché spesso chi lo fanno vuole dedicarsi agli altri. Un’idea sarebbe fare un contest. Modena è piena di grafici. Si tratta di trovare persone “sul pezzo” quanto noi, sulla stessa linea d’onda. Non sarebbero soci, ma liberi professionisti che non siano a noi legati. Se non piace loro l’idea possono fare altro: non vogliamo un lavoro da scrivania».

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